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Berlusconi strizza l’occhio ai democratici

| 25 Maggio 2017 | POLITICA

La legge elettorale, secondo Forza Italia, deve avere due requisiti fondamentali: garantire la corrispondenza fra la volontà degli elettori e i rapporti di forza parlamentari che ne derivano, e assicurare il rapporto fra elettori ed eletti con metodi corretti, quindi non con le preferenze, ma con collegi o liste corte. Il PD su questa materia ha cambiato idea e linea molte volte, proponendo modelli diversi tentando forzature ed accelerazioni. Ora sembra che prevalga la disponibilità ad un ragionamento congiunto, su un sistema come quello tedesco che assolve ad entrambe le condizioni che FI a posto e che prevede una soglia di sbarramento abbastanza alta da evitare la dispersione di voti.

Ancora una volta è il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, che parlando alla riunione dei coordinatori regionali di Forza Italia, ha dato la sua benedizione all’accordo escludendo che questo possa portare poi a intese con il Pd sia elettorali prima delle elezioni anticipate che di governo dopo. Invocando la partecipazione di Lega e FdI all’accordo in nome di un centrodestra che vuole presentarsi unito, ma che in realtà non esiste più da tempo.

Sono giorni decisivi per capire con che legge elettorale si andrà a votare, e quando questo potrà accadere. Naturalmente sono temi che non appassionano più gli elettori, e dei quali è del tutto inutile parlare nelle pubbliche manifestazioni, ma sono gli strumenti attraverso i quali si costruisce il futuro parlamento e quindi il futuro del paese. In realtà non appassionano neppure i diretti interessati, ma la manovra di Berlusconi pare assai scontata ad aiutare il segretario del PD. Questa tesi evidenzia il fatto che con l’aiuto di una commissione, alla quale partecipano i due Capigruppo di Camera e Senato e alcuni dirigenti esperti della materia, hanno formalizzato una proposta coerente con quello che FI ha sempre detto e che al PD non dispiace affatto. A differenza di tutte le altre forze politiche, FI non ha mai cambiato idea di consentire agli italiani di votare il più presto possibile.

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Resta solo da capire a chi interessa davvero far rinviare la data delle elezioni: a Berlusconi che aspetta la sentenza della corte di Strasburgo che lo riabiliti a candidarsi, oppure a Renzi che dietro le quinte aspetta un sodalizio politico definitivo con Berlusconi? Ma andare a votare al più presto possibile si può solo con una legge elettorale applicabile e condivisa, quindi senza la “cordata” FI-PD al Senato non ci sono i numeri per approvare nessuna legge, a meno che il PD si accorda con il Movimento Cinque Stelle operazione, questa, che per il momento resta solo un miraggio.

Dunque, piaccia o meno, i moderati un accordo sulla legge elettorale lo faranno, di conseguenza sarà un accordo politico con il Pd. Oppure un nuovo Patto del Nazareno, ricordando d’altronde che pure quello vecchio era un accordo politico nato per fare le riforme insieme al PD. Ma Berlusconi tiene a precisare che si tratta solo di un accordo tecnico su una modalità di voto che non prelude ad alcun accordo politico nella prossima legislatura. Adesso la porta della casa della Libertà è davvero spalancata.

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