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Il caso Boschi e l’imbarazzo del PD

| 11 Maggio 2017 | POLITICA

La nuova vicenda che ha colpito la ministra Boschi è davvero imbarazzante, soprattutto quando ci si allontana dalla cerchia stretta renziana. All’offensiva del M5S, Mdp e delle altre opposizioni il partito risponde blindando l’ex ministra delle Riforme e anche il governo le assicura il sostegno. L’imbarazzo, però, c’è, perché per quanto la Boschi minacci querele nessuno allo stato attuale ha smentito il racconto di Ferruccio De Bortoli. Tra l’altro finora non lo ha fatto nemmeno Federico Ghizzoni, l’ex AD di Unicredit, che avrebbe avuto il colloquio con l’ex ministra.

E’ Paolo Mieli a sottolineare il silenzio dell’ex AD di Unicredit che evidenzia il silenzio di Ghizzoni come una conferma. Però adesso Ghizzoni ha il dovere di spiegare come, dove, quando, il giorno, in che modi. Il timore di molti parlamentari del Pd, infatti, è proprio questo che ovviamente la difendono. Ma se non chiarisce cosa davvero è successo, se si resta sulle versioni di ieri, di fatto la Boschi avrà mentito in Parlamento quando ha spiegato di non essersi mai occupata di Banca Etruria.

Il giro renziano in Parlamento cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno delle dichiarazioni di De Bortoli che per lui, la Boschi, non si deve dimettere. La stessa Unicredit nega che ci siano state pressioni. De Bortoli, in realtà, non è stato così benevolo con la Boschi che nel caso del ministro c’era un conflitto di interessi. Eppur vero che un politico debba preoccuparsi di quello che succede a una banca. Ma un conto è occuparsi di una cosa, un altro è avanzare richieste. E comunque nel raccontato non viene dichiarato che ha fatto pressioni indebite.

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Di certo, le opposizioni, a cominciare dal M5S, intendono cavalcare l’onda fino alla fine. Il M5S chiedono al governo di riferire, incalzano sulla commissione d’inchiesta sulle banche, annunciano una mozione di censura contro la sottosegretaria. Pier Luigi Bersani dice che se le cose stanno come raccontato da De Bortoli la Boschi si deve dimettere, Matteo Salvini parla di mandare via la Boschi.

Richiesta che nè al governo nè al Pd hanno intenzione di assecondare, ovviamente. Proprio Mieli, per altro, dice quello che a bassa voce auspicano molti nel Pd, ovvero che alla fine escano fuori elementi che ridimensionano il fatto. Se domani non dovesse esserci un’intervista di Ghizzoni sul giornale per spiegare cosa è successo realmente, la reputazione di Ghizzoni sarebbe compromessa a vita. La perplessità fa da padrona, perchè quando si entra in questo meccanismo bisogna avere il coraggio di andare fino in fondo. Perchè un conto è incontrare un ministro in un dibattito, si entra nel discorso, fa un accenno, un conto è se si danno appuntamento. Dunque la speranza del Pd è che la cosa si possa ridimensionare.

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