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Il PD ai ferri corti in vista primarie

| 19 Aprile 2017 | POLITICA

Non si respira una buona aria nel Partito Democratico in vista delle primarie che si terranno il 30 aprile. A destare i malumori tra i candidati Andrea Orlando e Michele Emiliano, è l’ex premier Matteo Renzi al quale gli viene imputata l’ossessione di ritornare a Palazzo Chigi riducendo il partito a piacimento di una persona sola. E’ pur vero che la campagna per le primarie non sia così entusiasmante, un errore che potrebbe portare ancora meno elettori dell’altra volta, e questo potrebbe rivelarsi un brutto colpo per il PD che per attirare più attenzioni avrebbe bisogno di più confronti televisivi.

Le paure di Orlando e Emiliano, dunque, sono un’eventuale vittoria di Renzi, il che porterebbe il PD alle elezioni anticipate. Una mossa deleteria perché molto probabilmente consegnerebbe la vittoria nelle mani del M5S o addirittura di Berlusconi. L’incompatibilità interna nel PD dei candidati ha il sapore che una imminente rottura possa degenerare nella totale spaccatura del PD, questione che viene tenuta sotto osservazioni dai leader del centrodestra e da Grillo. Intanto Renzi reagisce lateralmente mantenendo il suo status attraverso la posta elettronica ai suoi sostenitori.

“Non c’è nessun aumento di Iva, né della benzina, né dello zucchero – ha scritto Matteo Renzi nell’e-news -. L’ultima volta che in Italia è aumentata l’Iva risale al primo ottobre 2013, un altro governo. Noi le tasse non le aumentiamo. E il governo Gentiloni ha scelto la stessa strategia. Anche per il futuro, a giudicare da quello che c’è scritto nel Def. Il Pd non è più il partito delle tasse, abbiamo davvero rottamato Dracula”.

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Poi ancora: “Ho deciso di chiudere la campagna a Bruxelles, andandoci come ultima tappa del mio tour Primarie venerdì 28 aprile. Il messaggio è chiaro. Secondo i populisti, l’Europa va distrutta. Secondo conservatori e i burocrati va tutto bene come è adesso. Noi diciamo “Europa sì, ma non così”. Io voglio guidare il Pd – che con noi è diventata la più grande forza politica europea – a cambiare l’Europa. E dunque l’Italia”. “Noi non parliamo male degli altri candidati, noi non facciamo polemiche: noi raccontiamo le nostre idee per il futuro dell’Italia e dell’Europa. Lo faremo nei prossimi giorni anche sulla scuola, sull’economia, sul sociale, sulla cultura”, ha scritto Renzi.

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