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Berlusconi riabilitato: ora e’ candidabile

| 14 Maggio 2018 | POLITICA

Il Tribunale di Sorveglianza di Milano ha accolto la richiesta presentata il 12 marzo scorso dai legali di Silvio Berlusconi di cui ha fatto decadere l’incandidabilità a seguito della condanna per frode fiscale per i diritti tv Mediaset. Berlusconi era stato condannato il primo agosto 2013 a 4 anni di pena, tre dei quali coperti da indulto ed uno scontato in affidamento ai Servizi Sociali presso l’Istituto Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Ai sensi dell’ art.15 della Legge Severino – “La sentenza di riabilitazione, ai sensi dell’art.178 e seguenti cc, è l’unica causa di estinzione anticipata dell’incandidabilità e ne comporta la cessazione per il periodo di tempo residuo”. La legge Severino prevede un periodo di 6 anni di interdizione che sarebbe cessata nell’agosto 2019.

I giudici, quindi, hanno seguito l’orientamento della Cassazione di cui ritiene possibile la riabilitazione anche in presenza di altre pendenze penali, nel caso di Berlusconi il processo per corruzione in atti giudiziari a seguito del processo Ruby. Berlusconi, da oggi, è un cittadino libero di candidarsi e ciò potrebbe aprire nuovi scenari politici. Il Cavaliere ha tutti gli interessi affinché il governo giallo-verde non parta e farà di tutto per ritornare alle urne anticipatamente per tentare di arginare il gap nei confronti di Matteo Salvini. Potrebbe anche concorrere ad una eventuale elezione nel caso in cui un seggio in un Collegio Uninominale dovesse rimanere vacante.

Forza Italia esulta ancora una volta il suo trascinatore al timone, altro che rassicurare Salvini sull’accordo pattuito, il leader della Lega deve tenere gli occhi bene aperti all’interno della coalizione di centrodestra. Berlusconi conosce benissimo i giochi di Palazzo, già in passato è stato protagonista di capovolgimenti in suo favore come in occasione “della compravendita dell’ex senatore Sergio De Gregorio, portando così alla caduta del governo di Romano Prodi.

Chi deve tremare, a questo punto, sono Di Maio quanto Salvini; infatti, sia Forza Italia sia  Fratelli d’Italia, fare fronte comune con il resto dell’opposizione per un voto di sfiducia. Se alla Camera i numeri dovrebbero tranquillizzare Di Maio e Salvini, al Senato la partita si gioca sul filo del rasoio, quindi un rischio concreto di sfiducia al governo giallo-verde è probabile. Tutti pronti a riprendere in mano la tessera elettorale? Non è da escludere perché Silvio c’è, anzi è tornato.

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