I partiti e movimenti usciti vincitori dalla competizione elettorale sono riusciti a convincere gran parte del Paese che il disagio di tanti cittadini non scaturiva da difficoltà oggettive, ma da scelte sbagliate della classe politica, da imperizia, avidità e malafede di coloro i quali, negli ultimi anni, si sono assunti le responsabilità di governo ed hanno preferito privilegiare gli interessi dei pochi, anziché tutelare le esigenze di sopravvivenza dei più.
Per proporsi in alternativa alla denunciata malagestio, tali formazioni politiche, con grande spregiudicatezza, hanno indicato come facilmente praticabili alcune soluzioni ad annosi problemi, entrando in sintonia con le aspettative ed i desideri di larghi strati della popolazione, insofferenti alle restrizioni imposte dalla crisi economica.
Promettere a milioni di disoccupati, ed in particolare ai giovani del sud, che da sempre aspettano Godot, la corresponsione di un lauto assegno mensile, ammonendoli che potrebbero perderlo solo a seguito del rifiuto di ben tre proposte di lavoro, ha avuto come effetto la standing ovation ed il plebiscito, a nulla rilevando l’eccezione di inesistenza delle risorse per farvi fronte.
Indicare nella legge Fornero lo strumento vessatorio della classe operaia ed impiegatizia, costretta a rimanere al lavoro fino a tarda età, garantendone l’immediata abolizione, ha suscitato fremiti di eccitazione nei destinatari, ovviamente disinteressati al tema della sostenibilità di tale iniziativa e della drammatica ricaduta sui conti pubblici.
Annunciare l’introduzione di una tassa piatta, con aliquota molto bassa e conseguente sgravio fiscale di enorme entità, unitamente alla cassazione di studi di settore, redditometri ed altri strumenti di contenimento della evasione, ha dischiuso le porte del Paradiso ai vessati contribuenti del nord, ai quali poco importa se, contemporaneamente, si spalancherebbero quelle dell’inferno per le casse dello Stato.
E’ stato sufficiente aggiungere, per condimento, una spruzzata di espulsioni dei clandestini, qualche conato di sovranismo ed una buona dose di insulti all’Europa matrigna, per rendere il gioco perfetto.
Resta da accertare quanto sia possibile risolvere con proposte semplici problemi estremamente complessi ed il tempo, che è l’unico galantuomo rimasto in circolazione, ci darà tutti i verdetti.