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Stop a Quelli del Toret: la giunta Lo Russo ferma il raduno spontaneo domenicale delle auto storiche 

| 16 Giugno 2026 | ATTUALITÀ, NOTIZIE

Chi mi conosce sà che ci sono poche cose che mi appassionano veramente: l’orologeria, la musica, il fumo lento e le automobili, in particolare quelle storiche. E’ stata proprio quest’ultima mia passione a portarmi una Domenica mattina in Piazza degli Affari a Milano, che da ormai diverso tempo diventa teatro di uno dei più sentiti e vissuti raduni di auto storiche e youngtimer.

Non tutti sanno che questa manifestazione non è più limitata alla sola Milano: negli ultimi mesi questo movimento spontaneo si è diffuso in moltissime città italiane fra cui Torino, dove i ragazzi di “Quelli del Toret” organizzavano ogni fine settimana il raduno in Corso Stati Uniti nel tratto tra Corso Duca degli Abruzzi e Corso Galileo Ferraris.

Stiamo parlando di una delle zone più significative del capoluogo Piemontese, fulcro storico della produzione automobilistica italiana, che ogni domenica mattina si svegliava cullata dal dolce borbottio dei motori d’epoca.

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Usare il passato è d’obbligo in questo caso, infatti il Comune di Torino, vista l’incredibile espansione di questo fenomeno (chiariamo, per quanto spontaneo il raduno era accuratamente gestito dai ragazzi dell’organizzazione) con estrema solerzia ha deciso di attivarsi. E’ così che l’Assessore alla Legalità Marco Porcedda, d’accordo con il Vice Comandante Vicario della Polizia Municipale Alessandro Parigini, hanno contattato gli organizzatori per chiarire alcune questioni burocratiche in merito all’evento.

Perchè sì, nella città dove Askatasuna può convocare vere e proprie iniziative di guerriglia urbana l’amministrazione decide di applicare le direttive Gabrielli del 2017 (successivamente potenziate da altre circolari sulla Safety and Security) ad un raduno di auto storiche.

Il provvedimento prevede l’equiparazione di grandi assembramenti di persone spontanei a veri e propri eventi organizzati, attivando contestualmente la necessità di compiere alcuni adeguamenti burocratici fra cui:

  • Richiesta formale di concessione del suolo pubblico
  • Redazione di un piano di evacuazione e safety firmato da un tecnico abilitato
  • Presidio medico costante con la presenza di ambulanze dedicate
  • Posizionamento di barriere antipanico e transennamenti
  • Presenza di personale di sicurezza certificato (steward)

Questo, come potete immaginare, comporterebbe dei costi non indifferenti per gli organizzatori, tra cui Edoardo Bessone, che stanno gestendo in maniera esemplare la questione, non scontrandosi con l’amministrazione ma comprendendone le ragioni. Tuttavia il rischio è evidente: la capitale dell’automobilismo italiana rischia di perdere il suo raduno domenicale che era ormai diventato un vero e proprio evento aperto a tutti, un salotto culturale che sapeva unire al suo interno famiglie, appassionati e collezionisti.

Dura anche la reazione dei torinesi che non hanno lesinato critiche alla giunta Lo Russo, spiegando come abbia scelto “il pugno di ferro con gli appassionati e i collezionisti, mentre chiude gli occhi davanti ai mercati abusivi, al degrado delle periferie o ai cortei che bloccano la città”. Molti si sono addirittura spinti a ipotizzare uno sfruttamento delle norme come alibi burocratico per porre fine ad una manifestazione che porta le persone in strada ad incontrarsi nel segno della passione per l’automotive, settore da anni bistrattato e vittima di molte norme europee a tratti poco sensate.

In merito si è espresso anche Carlo Vulnera, deus ex machina di Quelli di Piazza Affari (IG: @quellidipiazzaaffari), che in chiusura di un lungo post pubblicato su Instagram ha dichiarato: “Ovunque ci si trovi, quando le persone si incontrano con rispetto e passione, nasce sempre qualcosa che va oltre il singolo momento. Perchè l’unione resta. E le comunità vere continuano a vivere nel tempo. In momenti come quello che sta vivendo Torino diventa ancora più importante custodire e valorizzare ciò che crea connessione tra le persone e le auto, con responsabilità, rispetto e spirito di comunità.”

Carlo Vulnera

Nonostante tutto moltissimi esponenti del mondo civile e del mondo politico si sono mossi offrendo il loro aiuto ai ragazzi di Quelli del Toret, fra cui anche imprenditori e avvocati pronti a fare la loro parte per far sì che si superi l’impasse burocratico e le auto possano tornare in strada. Fra gli altri anche il MAUTO (Museo dell’Automobile di Torino) e diversi centri commerciali dell’area si sono fatti avanti offrendo i loro spazi per permettere all’evento di proseguire.

TAG: Alessandro Parigini, Marco Porcedda, quellideltoret, quellidipiazzaaffari, Torino
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