Ciò che sta accadendo in questi ultimi tempi in Sardegna contro gli animali è qualcosa di veramente inaccettabile. Quella che si sta manifestando è una vera e propria escalation di violenza, una spirale di crudeltà senza precedenti, complici il randagismo dilagante e l’immobilità delle istituzioni.
A Cagliari, nel parco regionale del Montelargius, le video trappole del Corpo Forestale, installate per tutt’altro motivo, hanno estensivamente documentato le inaudite sevizie subite da due cuccioli: uno scaraventato ripetutamente contro una pietra tramite una corda legata al collo, l’altro impiccato ad una trave. Nella stessa area gli inquirenti hanno rinvenuto altre numerose carcasse.
A Sassari un cane è stato abbandonato al freddo e alle intemperie, senza cibo nè riparo, incatenato ad un cancello. Le guardie zoofile intervenute stanno cercando di risalire ai responsabili di questo vile atto.
A Oliena un ragazzo ha brutalmente ucciso il cane di famiglia a calci, sotto lo sguardo impotente del fratellino il quale, disperato, si è rivolto ai Carabinieri.
Di nuovo a Cagliari sono state rinvenute varie esche avvelenate in un’area cani che hanno già causato la morte di un cane e messo a repentaglio la vita di molti altri.
Nella provincia di Oristano Pittino, cucciolo di pit bull lanciato da un’auto in corsa, è morto dopo due giorni di agonia. A nulla sono servite, purtroppo, le amorevoli cure di veterinari e volontari.
A Olbia, infine, una cagnolina di appena cinque chili ribattezzata Giada è stata rinvenuta con le zampe brutalmente amputate lasciando esposte le ossa, portando a sospettare l’ennesimo crudele atto umano. Giada è poi stata affidata alle cure dell’associazione Lida.
«Questi fatti non sono solo raccapriccianti. Sono il sintomo di un collasso etico, sociale e istituzionale», dichiara Lara Magoni, eurodeputata di Fratelli d’Italia.
«Presidente Todde, dov’è la giustizia? Dov’è la voce della Regione di fronte a tanta brutalità? Il silenzio è complicità».
Basta ipocrisie e parole vuote. È il momento di agire. Servono leggi regionali più severe, strumenti concreti, controlli capillari e pene esemplari. Serve soprattutto ascoltare e sostenere chi ogni giorno, tra mille difficoltà, affronta in solitudine il dramma del randagismo: volontari e associazioni lasciati senza risorse, senza tutele e senza risposte.
Per questo l’on. Magoni ha richiesto un incontro urgente con la Presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, per affrontare immediatamente e con determinazione l’emergenza randagismo e la drammatica escalation delle violenze contro gli animali.
«Il randagismo non è più solo un problema sociale: è una vergogna politica. È ora che la Regione si assuma le proprie responsabilità. Basta indifferenza. Servono risposte, subito», conclude Magoni.
ph. Salvis Juribus