“L’accordo dell’Eurogruppo sul Mes rispecchia i requisiti che il Governo italiano ha posto con forza in queste settimane. L’unica condizione è quella della spesa sanitaria. Con questa premessa, credo sia auspicabile usare i 37 miliardi previsti”.
Lo afferma il capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci. “Il Mes non è un regalo, sono soldi dati in prestito, da restituire a precise condizioni scelte a Bruxelles e non in Italia.
La Lega, insieme a tanti economisti italiani, continua a ritenere quella del Mes una strada pericolosa e priva di certezze, mentre l’emissione straordinaria di Buoni del Tesoro “Orgoglio Italiano”, garantiti come dovuto dalla BCE, per un importo anche maggiore non avrebbe per l’Italia nessun rischio né condizione”. Così il leader della Lega Matteo Salvini.
“Mes senza condizioni e ad interessi zero, l’unica condizione è che i 37 miliardi siano utilizzati sulla sanità. A noi quei soldi servono per essere pronti ad affrontare e gestire nuove emergenze Covid: servono per assumere medici e personale sanitario e per pagargli gli straordinari quando fanno turni di lavoro di 14 ore, per aumentare i letti di terapia intensiva, per fare screening di massa, per sanificate i luoghi di lavoro e le scuole. Chiunque pensi che pur di fare la solita lagna sovranista bisogna rifiutare il Mes come il male assoluto è un irresponsabile nella migliore delle ipotesi, nella peggiore un pazzo. Denuncerò il governo per danno erariale se non dovesse utilizzare i fondi del Mes. Rinunciare per la stolta ideologia a risorse per la sanità è folle: almeno la coerenza di smetterla di ringraziare i nostri medici se non si vuole sostenerli concretamente”. Lo afferma in una nota il presidente dei senatori di Italia Viva Davide Faraone.
“Il futuro dell’Europa si decide in queste settimane“. Lo ha detto il ministro degli Esteri Luigi Di Maio a proposito della trattativa in corso per sbloccare le risorse necessarie a superare l’emergenza coronavirus.
Per Di Maio “si decide se c’è la volontà politica di stare insieme e fondare il progetto europeo sulla solidarietà, oppure pensare ognuno per sé e lasciare qualche prestito privilegiato a qualche Paese. Io sogno un’Europa che pensi ai prossimi 20 anni tutti insieme, 27 Paesi che pensano al loro futuro mettendo insieme energie, idee e risorse”.