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Australian Open, Djokovic vince in finale contro Thiem e torna numero 1 al mondo

| 4 Febbraio 2020 | IL FORMAT

A volte, guardando un campione esprimersi nel proprio sport, non viene spontaneo domandarsi che cosa sta affrontando o a quali possibilità sta andando incontro. E’ un campione, pensiamo, e certamente è abituato a situazioni di tensione e sforzo fisico, che portano la fatica allo stremo e la concentrazione al di là di ogni limite.

Ma i campioni, oltre ad essere grandi atleti e personalità, sono prima di tutto esseri umani, ed è nella loro umanità che ci mostrano la strada per combattere le fragilità e le complessità di un determinato momento.
E se lo sport è metafora della vita, nella finale degli Australian Open di domenica 2 febbraio di vita ne abbiamo vista tanta.

Da una parte Dominic Thiem, austriaco classe 1993, è alla ricerca del primo slam in carriera e intende diventare il primo giovane nato negli anni ’90 a vincere un major. Ha fin qui disputato un torneo incredibile ed è in una condizione di forza fisica e mentale eccellente.

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Dall’altra parte Novak Djokovic, uno dei tennisti migliori di sempre, lotta per vincere il suo ottavo titolo nel cemento di Melbourne, per arrivare a quota 17 slam (portandosi dunque a un passo da Nadal, che ne ha vinti 19, e Federer, fermo a 20) e per tornare numero 1 al mondo.

Capiamo dunque che la posta in gioco è altissima, e per i giocatori nello specifico e per il tennis in generale: assistiamo infatti a un pericoloso attacco che i più giovani stanno arrecando al potere dei Big Three.

In una tiepida sera di Melbourne, si aprono così le danze del primo slam della stagione.

Una partita-capolavoro

In un contesto simile, una partita di livello è il minimo che ci possiamo attendere e le aspettative, fin dai primi scambi, non vengono infatti deluse. L’atmosfera è alle stelle è tutto è pronto per la finale.

Primo set Djokovic: 6-4

Il serbo, che inizia alla battuta, parte a mille. Gioca in attacco ed è molto solido, tant’è che strappa il primo turno di servizio a Thiem e si porta sul 2 a 0. Le cose continuano per qualche game in questa direzione e poi l’austriaco, che aumenta di ritmo, riesce ad ottenere il contro-break sul 4 a 2 e ristabilisce la parità. I due mantengono il servizio ma poi, sotto 5 a 4, con un doppio fallo l’austriaco cede a Djokovic il primo parziale.

Secondo set Thiem: 6-4

Anche nel secondo set è il serbo ad aggredire la pallina, mentre Thiem appare irrigidito, consapevole, probabilmente, di aver sprecato un’opportunità nei minuti precedenti e di dover rifare tutto daccapo. La partita, però, in breve si capovolge e l’austriaco riesce a breakkare l’avversario: 2-1 in suo favore.
Sul 4 a 3 Djokovic mette in atto il contro-break e la partita è nuovamente in parità (4-4), ma Thiem alza il livello dei colpi, vince gli scambi più duri e fisici, gioca benissimo nei fondamentali, soprattutto con il diritto, e a sua volta ottiene un break. 5 a 4 e servizio per chiudere il set: non sbaglia. 6 a 4 e match riaperto.

Terzo set Thiem: 6-2

Continua Thiem sull’onda dell’entusiasmo. Djokovic invece è in palese confusione e perde il servizio, sia in apertura del parziale sia sul 2 a 0 per l’avversario. E’ sotto 4 a 0.
Il distacco continua e l’austriaco, in netta superiorità, approffitta della situazione per portarsi a casa il terzo capitolo di questa finale con il punteggio di 6 giochi a 2.

Quarto set Djokovic: 6-3

Per il serbo la partita è sempre più complicata, ma mollare nei momenti ardui, sappiamo tutti, non è tratto che descrive la sua indole. Thiem arriva su tutte le palle e gioca benissimo, sia di diritto che di rovescio, il cui devastante lungolinea ha ripreso a funzionare.
Nonostante il vantaggio dell’austriaco, però, è sempre più chiaro che Nole sta rientrando in partita ed è pronto per la rimonta. Torna a rispondere con aggressività e gli attacchi dell’avversario non lo portano più fuori dal campo.
E’ solo questione di tempo e il break, sul 4 a 3 Nole, non tarda ad arrivare: 5 a 3 e servizio per il set. Un ace conclude il parziale. 6 a 3 Djokovic.
Sul viso del serbo scompare la tensione e si fanno evidenti espressioni di sicurezza e serenità. La situazione è completamente ribaltata.

Quinto set Djokovic: 6-4 e conquista del titolo

E’ questo il momento in cui Thiem deve dare il meglio di sè. La fatica e la tensione si fanno sentire e c’è bisogno di soluzioni più incisive. Nella testa dell’austriaco si affollano pensieri ed emozioni e Djokovic, la cui enorme forza psicologica non ha bisogno di presentazioni, in questi casi è l’avversario peggiore che ci si possa trovare davanti.
Il serbo infatti strappa il servizio all’avversario e conduce 2 giochi a 1, sempre più vicino al traguardo e all’ennesimo successo sportivo.

Thiem però non molla e ottiene due possibilità di contro-break, entrambe sciupate, soprattutto alla prima occasione, quando un diritto non così difficile termina in rete. Djokovic varia negli effetti impressi alla pallina, scende a rete e gioca diverse palle corte, esprimendosi in trovate tennistiche non così aderenti al suo stile ma sicuramente efficaci. Mantiene il distacco e si porta sul 3 a 1.

L’austriaco soffre il gioco dell’avversario e Nole non smette di attaccare. Si trova dunque, sul 5 a 4, a servire per il match. Al primo championship point chiude l’incontro e si conferma campione a Melbourne per l’ottava volta in carriera.

Ancora una volta è Djokovic il tennista da battere. Ancora una volta è il serbo a insegnarci che il tennis è questione mentale e che ogni situazione, anche la più difficile, è possibile da ribaltare. Che cosa vive un campione quando a 32 anni conquista il 17° slam in carriera e torna n° 1 al mondo? Che cosa vive un campione quando tutto ciò che è stato sulla sua persona raccontato non è un punto d’arrivo ma un’ennesima e straordinaria condizione di partenza?

Probabilmente emozioni fortissime, che può provare lui soltanto, questo è innegabile, ma probabilmente, come tutti noi, ciò che vive è semplicemente lo sport, che è vita, nella propria essenza. E Djokovic, attraverso impressionanti colpi d’attacco ed un’ indistruttibile difesa, è questo il messaggio che sembra destinarci: non mollate, mai, e credete in voi stessi, sempre.

TAG: Australian Open, Dominic Thiem, Melbourne, Novak Djokovic
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