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Frenano i ricoveri covid, in aumentano i casi pediatrici

| 20 Gennaio 2022 | CRONACA

È in netta frenata la crescita dei ricoveri Covid negli ospedali sentinella Fiaso: in una settimana, dall’11 al 18 gennaio, l’aumento è stato del 7,1%. Un incremento decisamente più basso rispetto all’accelerazione del 18% registrata nella settimana precedente, 4-11 gennaio.

È quanto emerge dall’ultimo report degli ospedali sentinella della Federazione italiana aziende sanitari e ospedaliere. La rilevazione è stata effettuata in data 18 gennaio e riguarda un totale di 2.339 pazienti adulti.

L’aumento dei ricoveri in terapia intensiva è lievemente più alto, pari al 9%, ma in frenata rispetto all’impennata del 18% della scorsa settimana. Nella settimana 11-18 gennaio crescono invece del 27,5% i ricoveri dei pazienti pediatrici. Nei 4 ospedali pediatrici e nei reparti di pediatria degli ospedali sentinella di Fiaso, il numero dei bambini ricoverati è passato da 120 a 153, di cui 10 in terapia intensiva.

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Tra i piccoli degenti il 34% ha meno di 6 mesi. Complessivamente quasi 2 su 3 dei minori ricoverati (il 61%) ha meno di 4 anni ed è dunque in una fascia di età non vaccinabile mentre il 25% ha tra 5 e 11 anni.

Nelle terapie intensive solo il 10% dei pazienti positivi al Covid è ricoverato per altre patologie. Nei reparti ordinari invece la percentuale di chi è risultato positivo al Covid che si trova però in ospedale per curare altre patologie sale al 32,8%.

“La pressione sulle terapie intensive è ancora forte con l’occupazione per il 90% di malati Covid, bisogna tenerne conto per modelli organizzativi e provvedimenti”, ha detto il presidente Fiaso Giovanni Migliore, che per i reparti propone strutture dedicate a chi è “con Covid”.

Complessivamente, sono ricoverati nelle aree Covid 1.949 pazienti: il 67,2% ha sviluppato la malattia da Covid e ha una patologia polmonare, mentre il 32,8% dei pazienti è positivo ma si trova in ospedale per curare altre patologie e, nella maggior parte dei casi, ha scoperto di essere positivo al virus solo al momento del ricovero che prevede il tampone. Più di due terzi di questo ultimo gruppo di ricoverati “con Covid” era correttamente vaccinato e per questo è stato protetto dallo sviluppo della malattia. In ospedale ci è finito infatti per differenti patologie.

Diversa invece la situazione delle Rianimazioni, dove il peso dei pazienti asintomatici al Covid e affetti da altre malattie è del tutto residuale. In terapia intensiva sono ricoverati nel 36% dei casi per un ictus, un infarto o una emorragia cerebrale; il 27% ci è arrivato per uno scompenso internistico; il 18% a seguito di un trauma o di un incidente e il 13,6% è in un letto di rianimazione per un intervento chirurgico indifferibile a cui ha dovuto sottoporsi ugualmente nonostante la positività.

I dati confermano lo studio Fiaso a cui avevano aderito 6 grandi aziende ospedaliere e che aveva anticipato come un terzo dei ricoveri fosse composto da asintomatici al Covid ma con altre patologie.

Questi pazienti, sottolinea il presidente di Fiaso, Giovanni Migliore, vanno “ospedalizzati in strutture dedicate, in cui i diversi specialisti possano intervenire ciascuno per le proprie competenze. È una grande sfida organizzativa e gestionale per i nostri ospedali che comporta anche la necessità di incrementare il personale, creando un doppio percorso assistenziale dato che gli operatori devono indossare tute e mascherine di protezione per entrare in ambienti infetti”.

TAG: covid, Ospedali, ricoveri, terapia intensiva
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