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Il capo dello Stato: “Anche Leone chiese la non rieleggibilità del presidente”

Il mandato di Mattarella scade il prossimo 3 febbraio
| 12 Novembre 2021 | POLITICA

Anche Giovanni Leone, come Antonio Segni, chiese “la non rieleggibilità del presidente della Repubblica con l’eliminazione del semestre bianco”. E’ quanto ha detto il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un incontro al Quirinale in occasione dei 20 anni della morte di Giovanni Leone.

Un passaggio, quello del capo dello Stato, che sembra ribadire l’intenzione di non rimanere in carica per altri sette anni: il suo mandato scade il prossimo 3 febbraio e il dibattito sul suo successore è già iniziato.

Mattarella ha citato l’intervento che Leone fece il 15 ottobre del 1975 in Parlamento, “che venne ritenuto da giuristi autorevoli uno degli interventi sulle riforme istituzionali”. Tra i temi trattati, tra cui “bicameralismo, Cnel, Pubblica amministrazione, mezzogiorno, scioperi nei servizi pubblici”, Leone “ripropose la sollecitazione, già sottolineata dal presidente Segni, di introdurre la non rieleggibilità del presidente della Repubblica con la conseguente eliminazione del semestre bianco”, ha spiegato Mattarella.

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“’Ho servito il Paese con correttezza istituzionale e dignità morale’. Così il presidente della Repubblica Giovanni Leone si congedava dagli italiani alla vigilia del semestre bianco. Ennesima testimonianza dell’altissima sensibilità istituzionale che per tutta la vita aveva ispirato le sue scelte”, ha ricordato ancora Mattarella.

Leone, ha aggiunto l’attuale capo dello Stato, “non ebbe remore ad abbandonare una responsabilità che gli era congeniale, quella di presidente della Camera. Ha mostrato coraggio e generosità a corrispondere all’interesse generale della vita della Repubblica”.

E anche in un momento grave per il Paese, c’era appena stata Piazza della Loggia, Leone – ha continuato Mattarella – si adoperò per una “lenta ricucitura del tessuto sociale. E quello della ricucitura, del rammendo, è tema che tornerà frequentemente nella pedagogia dei presidenti che si sono succeduti al Quirinale”.

“L’esercizio delle funzioni alle quali venne chiamato portò anche alla definizione di Leone ‘uomo solo’. Forse la solitudine è coessenziale alla funzione di presidente della Repubblica. Ma nessun uomo è solo se sceglie di mantenere la sua libertà, avendo come limite l’obbedienza alla propria coscienza”, ha sottolineato Mattarella.

Parlando del sesto capo di Stato italiano, Mattarella ha aggiunto: “Leone definiva la stampa componente essenziale della società. Ma allora espresse parole profetiche: ‘La stampa è al servizio della verità ma sappiamo come la verità sia spesso inafferrabile, accontentiamoci che ci sia un riscontro oggettivo, la buona fede’”.

“È Difficile trovare una campagna scandalistica e invereconda come quella diretta contro il presidente Leone”, ha detto ancora Mattarella. Poi si è appellato alla stampa: “Si può fare un caloroso invito ad avere riguardo per la dignità della persona, che va salvaguardata nella massima misura. È difficile trovare parole più misurate e umane per descrivere la responsabilità degli organi di stampa, che deve sempre essere rispettata”.

TAG: Giovanni Leone, presidente Sergio Mattarella
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