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Consiglio europeo, Draghi: “No al finanziamento Ue su muri”

| 23 Ottobre 2021 | EUROPA

C’è stata una “discussione più lunga del previsto”. A dirlo, è il premier italiano Mario Draghi, in conferenza stampa – iniziata con molto ritardo – a margine del Consiglio europeo di Bruxelles. È stato un confronto “importante e complesso”, ha detto il premier sul vertice con i leader Ue. Attenzione puntata sul tema dell’energia: “Siamo stati espliciti con la necessità di preparare subito uno stoccaggio integrato con le scorte strategiche. Dobbiamo proteggere tutti i Paesi dell’Ue in egual misura”. Ma si è discusso anche di migrazioni, dello stato di diritto della Polonia e delle misure economiche italiane.

Sull’energia, per Draghi, “nel lungo periodo è sulla strategia delle rinnovabili che bisogna puntare. Ma se i prezzi del gas salgono si pone un problema anche di finanziare questo percorso. Ed è difficile rinunciare al gas immediatamente per molti Paesi”. “Il punto di arrivo è chiaro che non può che essere le rinnovabili”, ha sottolineato. Il caro prezzi dell’energia “mostra la necessità di avere una strategia che punta all’autonomia strategica dell’Unione ed è su questo che la Commissione comincerà a lavorare”, ha specificato.

Mentre sulla questione migranti, su cui si sono registrate tensioni fra i leader, Draghi ha precisato: “Non è vero” che c’è un’apertura dell’Ue al finanziamento dei muri sulle frontiere esterne. “La commissione non è d’accordo e al Consiglio europeo in tanti non sono d’accordo, compresi noi”.

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“Sono molto soddisfatto di come si è conclusa la discussione su questi punti”, ha sottolineato. “Il testo originario parlava solo di movimenti secondari senza citare l’equilibrio tra responsabilità e solidarietà. Il testo attuale ha introdotto questo concetto”.

Poi un passaggio anche sullo stato di diritto della Polonia: “Non ci sono alternative, le regole sono chiare. Non è stata messa in discussione la legge secondaria dell’Unione, ma la legge primaria, il trattato. Quindi non ci sono alternative, le regole sono chiare su questo”.

“Bisogna mantenere aperta la via del dialogo”, ha aggiunto. “Nessuno ha dubbi che questo governo sia europeista. Abbiamo detto sin dall’inizio che chi fa parte del governo deve rispettare il diritto dell’Unione” e considerare l’Euro “un grande successo”, ha poi sottolineato rispondendo a chi gli chiedeva della posizione della Lega in merito al nodo della Polonia.

Guardando all’Italia, e al tema pensioni, il premier ha spiegato di non concordare con Quota 100 e che la misura “non verrà rinnovata, ora occorre assicurare una gradualità nel passaggio a quella che era una normalità”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo un anno” per parlare di revisione del Patto di Stabilità, “c’è tempo per maturare punti di vista che siano realistici”.

E ha garantito: sul Pnrr “non abbiamo nessun ritardo. Abbiamo sempre rispettato gli appuntamenti, intendiamo continuare a farlo e non registro preoccupazione nei nostri partner. L’unica cosa da fare è andare con convinzione e rapidità nell’attuazione degli impegni presi”.

È “in arrivo un decreto che dovrebbe rimuovere alcuni degli impedimenti che ci sono, diciamo che i due mesi prossimi, da ora a dicembre, sono mesi in cui ci aspettiamo molta attività non solo da parte del governo ma anche dagli enti attuatori”.

Mentre per quanto riguarda la pandemia di Covid-19, “la terza dose” di vaccino “sarà necessaria per certe categorie specialmente”, come i più vulnerabili e i più anziani, ha precisato il premier. “I contagi sono in salita, molto di più in altri Paesi.

Finora in Italia sono maggiori di pochi giorni fa, dobbiamo capire se sono maggiori per il numero molto più elevato di tamponi o è frutto di una diffusione” del virus. “Ciò che è importante è che la campagna di vaccinazione continui ad andare bene. Noi abbiamo vaccinato di più di altri Paesi Ue e a dispetto dell’Inghilterra abbiamo mantenuto delle cautele”, ha ricordato Draghi.

TAG: Consiglio Europeo, Mario Draghi, migranti, UE
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