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Il 3 e 4 ottobre in oltre 1.000 comuni si vota sindaco e consiglieri

| 10 Settembre 2021 | POLITICA

Domenica 3 e lunedì 4 ottobre i cittadini di oltre 1.000 comuni italiani saranno chiamati al voto per eleggere sindaci e consiglieri comunali. Negli stessi giorni gli elettori residenti in Calabria dovranno anche esprimersi per il rinnovo della carica del presidente di Regione e del consiglio regionale.

Il 3 e 4 ottobre si svolgeranno anche le suppletive della Camera nei collegi uninominali 12-Siena della XII Circoscrizione Toscana e 11-Roma-Quartiere Primavalle della XV Circoscrizione Lazio 1. Sempre nel mese di ottobre, voteranno anche 191 comuni delle Regioni a statuto speciale.

Le urne resteranno aperte nelle giornate di domenica 3 e lunedì 4 ottobre 2021 nei comuni delle regioni a statuto ordinario e in Friuli-Venezia Giulia. L’eventuale turno di ballottaggio per l’elezione diretta dei sindaci sarà nei giorni di domenica 17 e lunedì 18 ottobre 2021.

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In questa tornata elettorale andranno al voto anche i comuni delle regioni a statuto speciale, ma in date diverse. Nello specifico: in Sicilia (42 comuni) e Sardegna (102 comuni) le elezioni si svolgeranno domenica 10 e lunedì 11 ottobre con eventuale turno di ballottaggio domenica 24 e lunedì 25 ottobre 2021.

Negli otto Comuni del Trentino-Alto Adige si voterà domenica 10 ottobre 2021 con ballottaggio il 24 ottobre 2021. In Valle d’Aosta le elezioni nel comune di Ayas si svolgeranno domenica 19 e lunedì 20 settembre 2021. In tutte le date, le urne saranno aperte dalle 7 alle 23 alla domenica e dalle 7 alle 15 al lunedì.

Complessivamente si andrà al voto in 1.348 comuni, di cui 1.157 appartenenti a regioni a statuto ordinario e 191 a regioni a statuto speciale. Alle urne andranno 20 capoluoghi di provincia: Benevento, Bologna, Carbonia, Caserta, Cosenza, Grosseto, Isernia, Latina, Milano, Napoli, Novara, Pordenone, Ravenna, Rimini, Roma, Salerno, Savona, Torino, Trieste e Varese.

Tra questi, sei città sono anche capoluogo di Regione (Bologna, Milano, Napoli, Roma, Torino e Trieste). In totale, 137 sono comuni “superiori”, cioè centri con più di 15mila abitanti.

A Milano sono state depositate 28 liste, mentre i candidati a sindaco sono 13: l’uscente Beppe Sala del centrosinistra, viene sfidato, tra gli altri, dal pediatra del centrodestra Luca Bernardo. C’è poi Layla Pavone, la manager voluta da Giuseppe Conte per il M5S, il medico Teodosio De Bonis, del Movimento 3V, e Gianluigi Paragone, ex M5S sostenuto dalla sua civica Milano Paragone sindaco e Grande Nord.

A Roma ci sono 22 candidati sindaco, con 39 liste collegate alle candidature. Tra queste, 20 sono a sostegno dei quattro principali contendenti: Virginia Raggi del M5S (6), Carlo Calenda come civico (1), Roberto Gualtieri per il centrosinistra (7), Enrico Michetti per il centrodestra (6).

A Napoli i candidati sono 7: Gaetano Manfredi per il Pd, M5S, liste civiche. Catello Maresca per il centrodestra e liste civiche. Ci sono poi Alessandra Clemente (area de Magistris, Rifondazione Comunista, Comunisti italiani e Potere al Popolo), Antonio Bassolino (Azione, civiche), Matteo Brambilla (M5S), il biologo Giovanni Moscarella (Movimento 3V, no-vax e no Green pass), Rossella Solombrino (Equità Territoriale).

A Bologna sono in corsa 19 liste e 8 candidati: Matteo Lepore, sostenuto da Europa Verde, Pd Lepore sindaco, Matteo Lepore Sindaco, Anche tu Conti, M5S 2050, Coalizione civica per Bologna coraggiosa ecologista solidale, Lista Psi-Volt. Per il centrodestra scende in campo Fabio Battistini (Fli, Bologna ci piace, Popolo della famiglia, Lega e FI). Candidati anche Stefano Sermenghi (Bfc-Bologna forum civico e Per Bologna Italexit), Addolorata Palumbo (Sinistra Unita Bologna), Marta Collot (Potere al Popolo), Andrea Tosatto (3V), Federico Bacchiocchi (Pc lavoratori) e Luca Labanti (Lista Movimento 24 agosto).

Torino vede scendere in campo 13 candidati sindaco e 30 liste. A sfidarsi per il posto della sindaca uscente Chiara Appendino (M5S) ci sono Stefano Lo Russo per il centrosinistra e le civiche, Paolo Damilano per il centrodestra (Fi, Fdi, Lega e civiche). Candidati a primo cittadino anche Valentina Sganga (M5S, Europa Verde) ed Emilio Mazza (Torino Capitale d’Europa Basta Isee).

Per garantire la sicurezza dei cittadini che andranno a votare e prevenire il rischio contagio ai seggi è stato adottato un protocollo condiviso dal Viminale e dal Ministero della Salute. Sono obbligatori l’uso di gel, mascherine, attenzione all’aerazione e anche matite sanificate.

Ci saranno percorsi dedicati e distinti di ingresso e di uscita, identificati con segnaletica, “in modo da prevenire il rischio di interferenza tra i flussi di entrata e quelli di uscita”. È, inoltre, necessario evitare assembramenti nei seggi, “prevedendo il contingentamento degli accessi nell’edificio ed eventualmente creando apposite aree di attesa all’esterno dell’edificio stesso”.

Nel corso delle operazioni di voto, ci saranno periodiche operazioni di pulizia dei locali e disinfezione delle superfici di contatto, compresi tavoli, cabine elettorali e servizi igienici. Inoltre, per garantire il diritto di voto di chi è in quarantena, in trattamento domiciliare o in isolamento fiduciario, i Comuni potranno istituire “seggi speciali per la raccolta del voto domiciliare”, oltre alle sezioni ospedaliere. La novità è che i componenti di queste sezioni speciali dovranno essere in possesso del Green Pass.

La legge elettorale per le elezioni amministrative prevede regole diverse a seconda della grandezza dei comuni. In quelli sopra i 15mila abitanti, se nessuno dei candidati riesce a ottenere il 50% dei voti (40% in Sicilia), si deve tenere un ballottaggio tra i due più votati.

Nei comuni sotto i 15mila abitanti, le elezioni amministrative si svolgono invece in un unico turno: a essere eletto è il candidato capace di ottenere anche un solo voto in più rispetto ai suoi avversari. Nei comuni fino a 15mila abitanti, alle liste collegate al sindaco eletto vengono assegnati due terzi dei seggi totali, mentre gli altri seggi vengono ripartiti proporzionalmente tra le altre liste.

Nei comuni con più di 15mila abitanti esiste invece una soglia di sbarramento: le liste che prendono meno del 3% dei voti validi vengono escluse e non entrano in consiglio comunale. Le liste collegate al sindaco eletto con almeno il 40% dei voti, o eletto al ballottaggio, si vedono assegnate il 60% dei seggi grazie al premio di maggioranza.

Il numero di consiglieri comunali varia in base alla popolazione: si va da un minimo di 10 a un massimo di 48 eletti. Per i capoluoghi il numero di consiglieri è almeno 32, mentre nelle città con più di 250mila abitanti il numero sale a 36, per arrivare a 40 sopra i 500mila abitanti.

TAG: elezioni, elezioni comunali
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