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Raffaele Imperiale, boss della camorra, catturato a Dubai

Era il ricercato più pericoloso
| 20 Agosto 2021 | CRONACA

È stato arrestato a Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, lo scorso 4 agosto, il narcotrafficante Raffaele Imperiale, considerato uno dei latitanti di ‘massima pericolosità’ e promotore di una vasta rete di trafficanti di droga e di riciclaggio di denaro.

L’arresto è avvenuto nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura di Napoli e condotte dal Gico della Guardia di Finanza di Napoli e dalla Squadra Mobile della Questura, con il supporto dei Servizi Centrali della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato, dell’Interpol e di Europol.

Imperiale è collocato ai primi posti dell’elenco dei latitanti di massima pericolosità della Direzione Centrale della Polizia Criminale. La notizia dell’arresto è stata diffusa in contemporanea con l’avvio delle procedure di estradizione da parte del Ministero della Giustizia.

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Nato a Castellammare di Stabia (Napoli), Imperiale, 47 anni, era noto come “Lello di Ponte Persica”, la frazione di Castellammare di Stabia dove è iniziata la costruzione del suo network di trafficanti internazionali di droga, soprattutto di cocaina. La sua attività di brokeraggio internazionale ed il rapporto d’affari con la criminalità organizzata di Napoli sono emersi nella prima decade degli anni 2000, quando sono stati documentati contatti con affiliati del clan Di Lauro di Secondigliano, quartiere della periferia Nord di Napoli, tra i quali Elio Amato ed Antonio Orefice.

Il legame ha resistito alla scissione degli Amato dai Di Lauro. Numerosi gli arresti ed i sequestri che hanno colpito l’organizzazione di Imperiale negli ultimi anni; tra questi un maxi-sequestro di 1.330 chilogrammi di cocaina avvenuto a Parigi il 20 settembre 2013, quando fu arrestato il suo fedelissimo Vincenzo Aprea, che aveva il compito di importare droga in arrivo con un volo di linea Air France da Caracas.

Il patrimonio accumulato ha permesso ad Imperiale di acquistare sul mercato nero due dipinti di Van Gogh di valore inestimabile, rubati nel 2002 ad Amsterdam in Olanda e ritrovati dalle Fiamme Gialle del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Napoli in una vecchia villa a Castellamare di Stabia nel 2016. In una intervista, il trafficante affermò di aver comprato i quadri in quanto appassionato di arte dichiarandosi estraneo alla vicenda.

Il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha espresso soddisfazione “per l’operazione della Polizia di Stato e della Guardia di Finanza, coordinata dalla Procura di Napoli, che ha portato all’arresto a Dubai del narcotrafficante Raffaele Imperiale, inserito nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità”.

La titolare del Viminale ha sottolineato come “grazie ad articolate e complesse indagini e alla proficua cooperazione internazionale giudiziaria e di polizia, anche attraverso le agenzie di Interpol e Europol, si sia riusciti ad assicurare alla giustizia un esponente di spicco del traffico internazionale di stupefacenti e del riciclaggio di denaro, che ha accumulato ingenti patrimoni illeciti soprattutto grazie alla vendita di cocaina”.

“Un eccellente risultato – ha concluso il ministro Lamorgese – che dimostra ancora una volta la capacità delle nostre forze di polizia di contrastare i fenomeni criminali anche di carattere transnazionale”.

TAG: camorra, latitante, Raffaele Imperiale
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