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Il ministro della Salute Speranza: “Un milione di vaccini in 3 giorni”

Fedriga: "Si poteva riaprire di più"
| 19 Aprile 2021 | POLITICA
Roberto Speranza

“Siamo entrati in una fase diversa grazie alla campagna vaccinale: sono state somministrate in 3 giorni un milione di dosi di vaccino, raggiunta quota di 15 milioni totali”. A dirlo, al programma “Mezz’ora in più”, è il ministro della Salute Roberto Speranza, che precisa: “Siamo nelle condizioni di costruire una road map con un passo alla volta, con un compromesso e con equilibrio. I dati ci parlano di una fase diversa, ma non ci sarà una fase ‘x’ dove tutte le misure scompariranno”.

Ma sull’allentamento delle restrizioni annunciato dal Governo il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga – anche lui ospite di Lucia Annunziata – osserva: “Penso si sarebbe potuto riaprire di più, ad esempio le palestre con le lezioni individuali che non sono fonte di particolare contagio. Su qualche dettaglio potremmo collaborare col Governo per migliorare le misure”.

Speranza, parlando delle riaperture, spiega che “abbiamo scelto la scuola perché è l’architrave della nostra società per ripartire e dare un segnale di fiducia ai ragazzi, la scelta del Governo è stata chiara e netta e vogliamo che il più alto numero di ragazzi possa essere in presenza. Si tratta di un rischio ragionato, non folle, ma dobbiamo chiedere aiuto alle persone, soprattutto ora avremo ancora più bisogno di attenzione, mascherine, distanziamento, lavaggio mani”.

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Poi sulle decisioni prese in passato aggiunge: “Non mi sono mai sottratto a riferire in Parlamento, durante la pandemia furono fatte delle scelte radicali e durissime ma poi si sono rivelate giuste e molti Paesi ci seguirono poche settimane dopo. Non buttiamo questa materia nella polemica politica come una clava, che crea odio, un linguaggio violento e frattura nel Paese”.

Interpellato poi sull’anticipazione di Report su una mail del 14 maggio inviata da Ranieri Guerra al ministro della Salute, dove Guerra annuncia l’uscita del dossier critico sul piano pandemico italiano il giorno stesso in cui venne ritirato, Speranza dice che le scelte fatte sul dossier dell’Oms sono state fatte dall’Oms stesso e non dal governo italiano: “Quella mail ci informava che era stato pubblicato quel report e ci riportava un dibattito legittimo all’interno dell’Oms, quelle scelte sono state tutte dell’Oms”.

“In quei mesi così difficili avevamo rapporti stretti, l’indagine della magistratura dimostrerà la correttezza delle istituzioni. Le scelte fatte non riguardano il governo italiano”, riferisce ancora Speranza. “Il piano pandemico antinfluenzale risaliva al 2006 – dice il ministro – ed era sempre stato considerato adatto perché era antinfluenzale, non anti-Covid e i nostri tecnici dopo hanno attivato un piano Covid. Quel documento era una fotografia numerica con dei giudizi legittimi, dove ci sono anche giudizi lusinghieri”.

“In questi giorni abbiamo ricevuto appelli importanti da parte dei nostri medici – dice poi Speranza – e al tavolo del Governo volevano che il ministro dicesse di fare attenzione e di fare un passo alla volta perché una ripartenza sbagliata può farci ripiombare indietro”. Poi sulla ricostruzione della frase “Tu chi rappresenti?” che sarebbe stata rivolta dal ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti a Speranza: “È assolutamente una ricostruzione falsa. Mi fa piacere dirle però io chi rappresento: rappresento tutte le persone che credono nella sanità pubblica e chi pensa che il diritto alla salute conti più di tutto”.

Con il ministro della Salute Roberto Speranza “abbiamo avuto un rapporto costruttivo, ma non vuol dire che abbiamo condiviso tutte le scelte”, dice poi Fedriga, anche lui ospite al programma “Mezz’ora in più”, spiegando che “non abbiamo mai ragionato come Regioni di destra o di sinistra per affrontare la pandemia”.

Il presidente della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga

Anche Fedriga parla di scuola e ripartenza delle lezioni in presenza, e per quanto riguarda i trasporti pubblici dice: “C’è un limite fisiologico rappresentato dal numero insufficiente di bus. Come Conferenza delle Regioni, insieme a Upi ed Anci abbiamo chiesto un incontro al Governo per rivedere gli orari di entrata e uscita dalle scuole”.

Poi sulle riaperture, sottolineando la difficoltà di “tenere in equilibrio la tutela della salute con la tutela dell’economia e del lavoro”, osserva: “Dopo un anno di sacrifici e disperazione una strategia di divieti assoluti funzionerebbe poco, meglio regole stringenti e condivise. La battaglia non si vince con le istituzioni che danno ordini e i cittadini che eseguono. Dobbiamo riconnettere istituzioni e cittadini”.

TAG: covid, Massimiliano Frediga, Ministro Speranza, vaccini
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