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Draghi continua le consultazioni: il fisco è una priorità

Confermato il 'NO' della Meloni che resta sola all'opposizione
| 10 Febbraio 2021 | POLITICA

Si è concluso oggi il secondo giro di consultazioni dei partiti maggiori del premier incaricato Mario Draghi. L’ex governatore della Bce ha incontrato i gruppi: Europeisti-Maie-Centro democratico del Senato; Liberi e uguali di Camera e Senato; Iv della Camera e Iv-Psi del Senato; Fdi di Camera e Senato; Pd di Camera e Senato; Fi-Berlusconi presidente, della Camera e Fi-Berlusconi presidente-Udc del Senato; Lega-Salvini premier, della Camera e Lega-Salvini premier e Partito sardo d’azione del Senato; M5s Camera e Senato. A seguire le posizioni espresse dai partiti.

“Siamo veramente molto soddisfatti per le linee guida e abbiamo apprezzato l’approccio culturale, strategico del professore. Crediamo che i contenuti e la visione sono sicuramente garanzia di serietà, stabilità, forza e autorevolezza della sfida governativa del professor Draghi. Non possiamo che confermare fiducia”, ha detto il segretario Pd Nicola Zingaretti.

E’ “importante” tra le riforme quella “fiscale” con “pilastri indicati di progressività fiscale, rifiuto di proporre nuove tasse, rifiuto della cultura dei condoni come soluzione di questo tema che sarebbe sbagliata e attenzione alla fiscalità sul lavoro”, ha aggiunto Zingaretti dopo le consultazioni con Draghi.

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“Una misura come il Mes va fatta se c’è un piano, una convenienza economica e non ci sono. Infatti da Draghi il Mes non è stato minimamente elencato come punto dell’azione di governo”, ha detto il capo politico M5S Vito Crimi dopo le consultazioni alle quali ha partecipato anche Beppe Grillo. “Sul reddito di cittadinanza abbiamo ribadito l’importanza e assicurazione che oggi è più che mai necessario rafforzare le misure di sostegno”, ha aggiunto Crimi.

“La cosa a cui tenevamo di più è che l’azione di governo avesse come pilastro la transizione energetica e ambientale. Abbiamo insistito sull’idea di un super-ministero che coordini tutti gli investimenti indirizzati in politiche che mettano l’ambiente come filtro dell’attività”, ha spiegato ancora Crimi dopo il confronto con Draghi.

“E’ stato un incontro molto intenso e utile, spero reciprocamente, stimolante, abbiamo parlato di tante cose, non di ministeri governi politici e tecnici e non ne parleremo perché abbiamo fiducia nell’idea di squadra per l’Italia”, ha detto il segretario della Lega, Matteo Salvini.

“Abbiamo parlato di Europa, il nostro obbiettivo è che l’Italia torni protagonista in Europa. Ci interessa che si faccia l’ interesse nazionale in Ue. No a austerità, ed è condiviso. No a patto, lacrime e sacrifici”, ha aggiunto Salvini, dopo le consultazioni con il premier incaricato.

“E’ stato un incontro basato sui contenuti, ci limitiamo a un confronto franco su questo. Non mi aspettavo che Draghi potesse leggere le nostre proposte ieri notte, ma la nostra posizione è immutata. Non voteremo la fiducia ma faremo opposizione responsabile e patriottica”, ha detto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

“Draghi ci ha parlato della sua riforma del fisco, immagina che le tasse non aumenteranno e immagina un sistema progressivo e esclude la flat tax. Ci ha promesso che leggerà i nostri documenti e questo è un cambio di passo rispetto al governo Conte”, ha aggiunto Meloni al termine dell’incontro col premier incaricato.

“Quello che nasce è un governo che si fonda sull’unità del Paese e delle forze politiche senza preclusioni alcune. E’ la risposta a una grave emergenza e durerà il tempo necessario per superarla”. Così il presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi.

“Abbiamo confermato una risposta unitaria che avevamo chiesto per primi e che trova corrispondenza nell’appello del presidente della Repubblica. Noi faremo la nostra parte con lealtà e spirito costruttivo. La gravità della situazione impone di mettere da parte calcoli, tattiche e interessi elettorali per mettere al primo posto la salvezza del Paese”, ha aggiunto Berlusconi al termine dell’incontro con Draghi.

“Il nostro auspicio è che le tre forze dell’alleanza, M5S, Pd e Leu, possano concordare un atteggiamento univoco sul costituendo governo Draghi. Come credo che varrà per tutti i gruppi parlamentari, ci riserveremo di dare una valutazione complessiva dopo che il presidente incaricato avrà fatto le ulteriori fasi”,  ha detto il capogruppo di Leu alla Camera, Federico Fornaro.

“Non abbiamo discusso di ministri. La scelta della squadra di governo resta totalmente in capo al presidente incaricato”, ha aggiunto Fornaro al termine della consultazione. “Riteniamo opportuno che ci sia, dopo la presentazione accurata del programma, un processo di confronto e condivisione” con Pd e M5S, “perché pensiamo che anche per il futuro questa sia un’alleanza strategica per il Paese”, ha detto la senatrice di Leu, Loredana De Petris.

“Con Matteo Renzi abbiamo espresso il totale sostegno di Iv all’impianto di programma e alle scelte che Draghi porterà avanti, con grande attenzione al piano vaccinale che va rafforzato rapidamente con attenzione al mondo della scuola”, ha detto Teresa Bellanova di Iv.

“Dal primo incontro con Draghi abbiamo detto che qualunque scelta farà, noi comunque lo sosterremo. Sarà sua disponibilità scegliere se nel governo ci saranno solo tecnici, tecnici e politici, e quale sarà il livello di coinvolgimento dei politici”, ha aggiunto Bellanova di Iv al termine della consultazione con il presidente del Consiglio incaricato Mario Draghi.

“L’europeismo è una chiave di lettura di questo governo che si sta formando, un europeismo in chiave diversa dal passato: è necessario un europeismo federalista, che tenga conto del percorso fatto, degli errori”, ha detto il senatore Gregorio De Falco di Europeisti-Maie-Centro democratico.

“Condividiamo gli obiettivi certamente europeisti del governo che vogliamo davvero raggiunga il risultato. Siamo nati da un appello di Mattarella ai costruttori. Siamo davvero lieti che il 90% del Parlamento è diventato europeista e costruttore…”, ha detto Ricardo Merlo del Maie. “Draghi traccia il profilo di un Paese che inizia a fare investimenti in modo coerente e sapiente in modo che il settore pubblico possa trainare l’impresa”, ha aggiunto Andrea Causin.

TAG: consultazioni, Mario Draghi, nuovo governo
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