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Governo. Draghi e i politici italiani. Einstein a confronto con Pulcinella

| 6 Febbraio 2021 | POLITICA

Governo. Dice bene Filippo Ceccarelli che ieri, durante la trasmissione “Propaganda live” su La 7, paragona la nostra classe politica ad una massa di scolaretti allo sbaraglio, privi di contenuti. “Nulla rimane serio per più di 25 minuti in Italia” dice Ceccarelli, dopo aver paragonato De Gasperi alla classe politica inesistente dei nostri giorni. Ragazzini di 6 anni, dice. E poi arrivano gli adulti, in questo caso Mario Draghi, tecnocrate e figura impeccabile. Perché tutto si può dire di Draghi, fuorché che non sia persona seria e responsabile.

Già, ma che sarà adesso del confronto fra il professore coscienzioso e preparato e gli alunni che pagliacci erano e tali rimarranno? Davvero complicato dare una risposta, anche perché i ragazzini che dovrebbero governarci hanno iniziato a dare il meglio di sé.

Ad iniziare dal piccolo fiorentino, che tira giù la mascherina e sfodera un sorriso a 36 denti esultando per la promozione di Draghi a professore: una vera e propria gag comica.

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Ma anche il Pd, fa notare Ceccarelli, fa pena da un lato e ridere dall’altro. Convinti di essere un grande partito, o forse vogliono solo farlo credere, appoggiano Draghi senza sé e senza ma. Ma quale grande partito, ci chiediamo e soprattutto, cosa c’è dietro l’appoggio a mister Euro? Non sarà il timore che, andando a elezioni, scomparirebbero dalla classe politica semi seria del Paese?

Una parola per Grillo, che politico non è mai stato e ieri si presenta alle telecamere con mascherina trasparente, tanto per far vedere per intero il suo bel faccione. Anche lui però, dall’alto della sua voluta o non voluta comicità, dà il suo sì a Draghi. Pensiamo se non glielo avesse dato! Un partito che partito non è mai stato, fatto di politici che politici non sono mai stati, poteva rischiare di far saltare un progetto che potrebbe salvare il Paese dal baratro?

E poi c’è la Meloni che, dall’alto della sua eleganza, personale e politica, dice un categorico no alla figura seria, al docente di cui forse ha timore.

Il sì da parte di Forza Italia era scontato. Non si capisce solo l’assenza di sua maestà Silvio, che forse, come ogni diva che si rispetti, vuole mantenere il mistero e rivelare il suo bel vedere, il suo volto tutto rifatto e truccato fino alla fine.
Ma quale sarà la fine? Vedremo. Perdonatemi se mi ripeto, ma se una cosa ho imparato in politica è che non si possono far previsioni.

TAG: berlusconi, Danila S. Santagata, Danila Santagata, Draghi, filippoceccarelli, governo, M5S, PD
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