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Gennaio incerto e zoppicante verso le nuove stagioni

| 21 Gennaio 2021 | CULTURA

Gennaio il primo mese dell’anno, che inizia ogni volta con mille auspici e grandi speranze, s’incammina incerto e zoppicante verso le nuove stagioni. Forse considerando i risultati dell’anno precedente sarebbe meglio se fosse più breve, come una volta partendo da marzo. Infatti,  nel calendario romano questo mese non è presente, essendo più corto dell’attuale calendario gregoriano con 304 giorni, e solo con Numa Pompilio vengono aggiunti gennaio e febbraio verso il 713 a.C, . “rendendo l’anno uguale a quello solare”.  Ma allora per i Romani è ancora “marzo il primo mese dell’anno civile in quanto coincidente con l’inizio delle attività militari e della carica pubblica dei consoli”. Almeno fino al 153 a.C. e solo verso la meta del II secolo, gennaio viene riconosciuto come il primo mese dell’anno, associato al periodo con la scelta dei consoli e magistrati.

In seguito verso il 16. secolo vengono inseriti “in alcuni Paesi cristiani, come il Regno di Francia, l’usanza di far iniziare l’anno il 1° gennaio con la Festa della Circoncisione di Cristo”. E nel  1582 papa Gregorio XIII adotta questa data riformando il calendario della Chiesa cattolica. Oggi il Capodanno si festeggia il primo e se non proprio in tutti i paesi, in gran parte di sicuro.

Il nome gennaio deriva dal Dio Giano (Ianus) bifronte, mostrato appunto con due volti come simbolo del “passaggio” e del “mutamento”,  appropriato per dare inizio ai mesi e alle stagioni. Inoltre, viene considerato tra i più freddi e gli ultimi giorni identificati con la leggenda I giorni della merla. Sono molte le versioni della storia, ormai sinonimo di freddo. Ma tra le più note si racconta che un merlo, una volta dalle piume bianche, per il freddo si nasconda dentro un camino per tre giorni, uscendone  nero per la fuliggine. I giorni di gelo vissuti al riparo nel camino, coincidono con il 29, 30 e 31 e da allora sono ritenuti come quelli più freddi prendendo il nome del racconto. Insomma un mese  d’intemperie con una bella cera bianca, che domina sulle vette.

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Gennaio è anche un mese di grandi ricorrenze tra queste la nota  e bizzarra Epifania che tutte le feste porta via. Dell’Olocausto il 27, quando viene liberato il Lager di Auschwitz dalle truppe sovietiche con i suoi “7mila fantasmi” sopravvissuti, sintetizzati, sfruttati e maltrattati. Il genocidio degli ebrei viene ricordato in questa data con “Il giorno della memoria”, per tenere allenata la mente nella speranza che il ricordo non svanisca del tutto lasciando il posto a nuove barbarie. La ricorrenza smuove nei ricordi i volti sconosciuti e gli scenari immaginati, divorando pagine di libri strazianti tra cui il Diario di Anna Frank, Se questo è un uomo, Il giardino dei Finzi Contini e tante altre memorie, che ci ricordano di quanto male e crudeltà siamo capaci noi genere umano eletto ed evoluto. Sembra.

Altre date importanti sono quelle legate a personaggi unici consegnati al cielo e tra questi l’undici del mese,  anniversario della morte di Fabrizio De Andrè (1940-1999), poeta, cantautore ineguagliabile, che con le sue parole, la musica e la voce resta un artista indelebile.  Ormai,  per i suoi ammiratori gennaio porta con sé anche Faber, con le sue narrazioni, le ballate e gli emarginati, che riescono ad avere finalmente una voce attraverso la sua. La ricerca e la capacità di parlare solo quando si ha qualcosa da dire, per chi lo ha amato e ascoltato, ha contribuito a innalzare i confini dei pensieri, rendendoli più pieni e fertili. Offrendo in un motivo non solo una semplice canzonetta, ma poesia e cultura.

Sempre nello stesso giorno, ma nel 2013 si spegne la grandissima attrice Mariangela Melato, indimenticabile per la sua bravura, ironia e in coppia in film diventati dei cult cinematografici con Giancarlo Giannini. A gennaio muore suicida anche Luigi Tenco nel 1967, amico di Fabrizio, che gli dedica Preghiera in gennaio. 

Si aggiungono tanti artisti nati sotto la luce fredda e il caldo tepore di questo mese come il compositore Mozart, il Re del Rock and Roll Elvis Presley, lo scrittore e filosofo Umberto Eco…

A Gennaio come nella giovane età,  si affidano le speranze per un futuro migliore. Ma di anno in anno si tende a fare una scrematura del contorno, degli affetti, e di quella ricca quagliata giovanile resta a malapena un  grumolo in un pugno e pure indurito.

Eppure a Gennaio, anche se ogni volta che ritorna promette e spesso rimanda, bisogna ridargli fiducia nonostante i rami secchi, la nebbia, e anche se l’orizzonte appare lontano e confuso nel suo manto di neve, ci deve essere  una luce oltre i confini. Fosse anche artificiale, un lampione  o una stufa, ma pur sempre sinonimo di vita.

TAG: gennaio, inverno
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