sabato, Settembre 19, 2020
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Bambino Gesù 8 indagati per la morte di un bambino

Pm: pacemaker al contrario

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Un pacemaker impiantato al contrario sarebbe il primo degli errori commessi dai medici che operarono un bambino nato con una patologia cardiaca e che nel 2016 fu sottoposto a un’operazione chirurgica a Taormina, presso il centro cardiologico pediatrico Mediterraneo dell’ospedale Bambino Gesù.

Il piccolo, dopo una serie di operazioni, è morto il 3 gennaio 2019 al Bambino Gesù di Roma. Per questa vicenda sono indagati otto medici dell’ospedale romano per omicidio colposo. Il nosocomio ha rigettato la ricostruzione della Procura e smentito l’impianto al contrario del pacemaker, parlando invece di complicanze rare ma comunque possibili.

La ricostruzione della procura

Secondo i pm che hanno fornito una ricostruzione dell’accaduto, l’errore dell’impianto al contrario del pacemaker ha provocato al bimbo una sorta di cappio all’arteria che, nella crescita, causò una insufficienza cardiocircolatoria.

Nel 2018 il bimbo è arrivato a Roma, sempre al Bambino Gesù, ma i cardiologi che lo hanno visitato, secondo l’accusa, non hanno capito la gravità della situazione e hanno ritardato una serie di esami.

A settembre di due anni fa il cardiologo ha riscontrato però qualche problema, ma ha fissato la tac solo due mesi dopo. Il 31 dicembre le condizioni del bambino sono molto gravi e il piccolo viene trasportato su un aereo militare nella capitale.

Viene operato il giorno dopo. I due medici che hanno eseguito l’intervento, secondo la procura, lo hanno fatto “in macroscopico ritardo” e anche commettendo errori. Il 3 gennaio del 2019 il bimbo muore.

Il 15 settembre l’incidente probatorio

Secondo l’accusa, quindi, non uno ma una serie di errori sanitari hanno provocato l’aggravarsi delle condizioni del bambino e poi la sua morte ad appena due anni. Per la procura i medici che lo hanno avuto in cura sono passibili di “negligenza, imprudenza e imperizia” e hanno concorso “a cagionare la morte del bimbo”.

Ora un punto fermo potrà essere scritto il 15 settembre quando si svolgerà l’incidente probatorio. “Rappresenta il primo step in una tragica vicenda. Ci auguriamo che venga accettata la verità e capire cosa sia realmente accaduto affinché non si ripetano fatti del genere”, sottolinea l’avvocato della famiglia del piccolo, Domenico Naccari.

L’ospedale: “Ricostruzione lontana dalla realtà”

“La ricostruzione della vicenda è lontana dalla realtà. Non esiste nessun pacemaker messo al contrario. L’affermazione non ha alcun senso dal punto di vista clinico e non trova riscontro negli accertamenti finora effettuati finanche dai consulenti della famiglia”.

È quanto si legge in una nota del Bambino Gesù in relazione alla morte di un bimbo di due anni per la quale sono indagati otto medici dell’ospedale romano. “C’è stata invece – si legge nel comunicato – una complicazione prevista in letteratura che si registra in pochissimi casi e risolvibile chirurgicamente. L’intervento era stato già programmato. Ma il bambino purtroppo, in attesa di tornare a ricovero, ha contratto un virus e poi una polmonite che gli è risultata fatale. L’ospedale è vicino alla famiglia e fiducioso del lavoro della magistratura”.


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