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Sulla legge elettorale, Lega e FdI proposte sul maggioritario

| 9 Luglio 2020 | POLITICA

Accanto al testo della maggioranza sul proporzionale con soglia di sbarramento nazionale al 5%, a pochi giorni dall’avvio dell’esame nel merito della riforma elettorale in commissione Affari costituzionali della Camera, arrivano anche due proposte di legge per il ritorno al maggioritario.

Una è a prima firma Lega, analoga a quella presentata al Senato, che mira al ripristino del Mattarellum. L’Altra è a prima firma Fratelli d’Italia. E’ stata annunciata alla commissione ma non ancora assegnata. Anche la proposta di FdI punta a un sistema maggioritario, ma con una quota proporzionale.

La base di partenza, viene spiegato da fonti FdI, è l’attuale legge, il Rosatellum, un mix di proporzionale e maggioritario: nella proposta FdI si interviene sulla quota proporzionale, riducendola in base alla riduzione del numero dei parlamentari prevista dalla riforma costituzionale approvata in via definitiva e che sarà sottoposta a referendum a settembre.

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Dunque, resterebbe una parte di proporzionale ma ridotto, mentre la quota maggioritaria sarebbe prevalente. Le due proposte saranno quindi abbinate, come da richiesta arrivata nelle ultime ore da Lega e FdI, al testo a prima firma del presidente Giuseppe Brescia, frutto dell’accordo siglato dai giallorossi a inizio 2020.

Nella seduta di domani della commissione si proseguirà con la discussione generale (i relatori sono Fiano del Pd e Forciniti di M5S), quindi la settimana prossima si procederà con l’adozione del testo base che, salvo sorprese, dovrebbe essere la proposta di legge proporzionale (il Brescellum), prima di giovedì 16, quando scade il termine per la presentazione degli emendamenti.

Una tempistica che scontenta il centrodestra e anche Iv, entrambi contrari all’accelerazione voluta dal Pd dopo che Matteo Renzi, i primi di giugno, ha sparigliato le carte sul tavolo rilanciando un sistema maggioritario stile legge elettorale dei sindaci dei grandi comuni, sottolineando che in questo momento di crisi non è il caso di discutere di riforma del sistema di voto.

La riforma elettorale è calendarizzata per l’Aula il 27 luglio, ma in diversi nella maggioranza nutrono dubbi sul rispetto del timing. Si dovrà capire anche in commissione quale sarà l’atteggiamento dei renziani, se sosterranno ancora l’accordo di maggioranza sul proporzionale o se invece si sfileranno.

E sulla tempistica giocherà un ruolo anche il possibile ostruzionismo delle opposizioni, che potrebbero presentare una mole ingente di emendamenti. C’è poi da sciogliere il nodo della soglia: per LeU il 5% è troppo alta.

Infine, resta da definire anche la questione delle liste, tema non affrontato dal testo del Brescellum, ma volutamente rinviato all’esame in Parlamento. Ovvero: saranno lunghe o corte? E si reintrodurranno le preferenze o le liste saranno bloccate?

TAG: Camera, Fratelli d'Italia, Lega, legge elettorale, Parlamento
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