martedì, Agosto 11, 2020
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Viminale, riunito il Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti

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Si è riunito al Viminale il Centro di Coordinamento per le attività di monitoraggio, analisi e scambio di informazione sugli atti intimidatori nei confronti dei giornalisti.

Al tavolo, presieduto dal ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, hanno partecipato il Vice Ministro Matteo Mauri e, oltre ai vertici del Viminale, il Presidente dell’Ordine Nazionale Giornalisti, Carlo Verna, il Consigliere Segretario, Guido D’Ubaldo, il Segretario Generale della Federazione Nazionale Stampa Italiana, Raffaele Lorusso, e il Rappresentante per la legalità Fnsi, Michele Albanese.

La riunione è stata l’occasione per una analisi del fenomeno delle aggressioni ai giornalisti e per rinnovare un condiviso impulso della strategia di prevenzione e contrasto anche attraverso il più efficace coinvolgimento dei prefetti. A tal fine la titolare del Viminale ha annunciato una specifica direttiva per sollecitare la massima attenzione ed un attento monitoraggio degli episodi denunciati. Nel corso della riunione è stata evidenziata la necessità di mantenere un filo diretto tra l’Amministrazione dell’Interno e le organizzazioni rappresentative dei giornalisti.

“La convocazione del tavolo vuole dare un segnale di attenzione per tutto il mondo dell’informazione” ha dichiarato il ministro Lamorgese. “La prevenzione e il contrasto delle forme di violenza ed intimidazione di cui sono vittime i giornalisti sono fondamentali per la libertà di stampa ed il diritto dei cittadini ad essere informati” ha aggiunto la titolare del Viminale.

Dal monitoraggio relativo agli anni 2018 e 2019 emerge una sostanziale stabilità del fenomeno: mentre nel 2018 erano stati registrati complessivamente n.73 atti intimidatori nei confronti dei giornalisti, nel corso del 2019 risultano n.74 atti intimidatori.

Tali episodi sono riconducibili a matrici e motivazioni di diversa natura, inquadrabili in macro aree di riferimento: atti provenienti da ambienti della criminalità organizzata (14 episodi nel 2019), atti riconducibili a motivazioni socio – politiche (28 episodi nel 2019) ed atti provenienti in da altri contesti (42 episodi nel 2019).


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