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Pietro Grasso: “I carabinieri non siano allo stesso livello degli assassini”

| 30 Luglio 2019 | ATTUALITÀ
Pietro Grasso in merito all'assassino di carabiniere Rega

Pietro Grasso, in un suo post su Facebook, ha espresso la sua opinione in merito alla foto, circolata ieri, che ritrae l’americano accusato dell’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega.

In merito agli eventi accaduti, Pietro Grasso ha affermato: “Quando arrestammo Bernardo Provenzano, o quando interrogai Giovanni Brusca, mi trovai davanti uomini che avevano commesso le stragi, fatto uccidere colleghi e amici, progettato il mio omicidio e il rapimento di mio figlio. Potete immaginare il mio stato d’animo. Ho sempre avuto chiaro però quale fosse il mio ruolo: quello di rappresentante dello Stato.
A Provenzano, catturato dopo 43 anni di latitanza, la prima cosa che chiesi fu: “ha bisogno di qualcosa?”; rispose che aveva bisogno di un’iniezione per curare la sua malattia, e rapidamente trovammo il modo di fargliela.
Gli dimostrammo la differenza tra noi e loro: non ci si abbassa mai al livello dei criminali che si combattono, non ci sono e non devono esserci eccezioni.
Questo significa essere uomini e donne al servizio dello Stato.

Penso che la foto di cui tutti parlano, e che ovviamente mi guardo bene dal pubblicare, sia la prova di almeno un paio di reati, e probabilmente una buona arma in mano agli avvocati difensori dell’assassino.
E’ una foto che mi fa male perché quel comportamento infanga il lavoro di migliaia di Carabinieri. Chi rappresenta lo Stato non deve fare queste cose. Chi fa il Ministro della Repubblica non deve giustificarle, come hanno fatto Centinaio e Salvini. Chi – come la Lega – lancia un sondaggio su facebook per aizzare gli istinti più bassi dei cittadini non ha alcun senso dello Stato. E’ pericoloso, sbagliato, e fa male al nostro Paese. Non posso nascondere di essere davvero preoccupato”. [cit. pagina Facebook Pietro Grasso]

Si dovrebbe riflettere su quanto accaduto; inoltre le circostanze ed i fatti non permettono di dare giudizi affrettati. Le domande che ci si possono porre sono:

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  • chi ha scattato la foto dell’americano bendato, ammanettato e seduto su una sedia?
  • quali motivazioni hanno spinto i carabinieri ad attuare una simile contromisura?
  • sono state violate leggi o disposizioni costituzionali rilevanti?

Prima di travisare la realtà, prima di trarre conclusioni affrettate, sarebbe opportuno accertarsi effettivamente di quanto accaduto e delle motivazioni sottostanti ad un simile gesto.

Quando si parla di diritti umani fondamentali, non c’è politica che tenga.

Se una parte politica legittima una violazione palese dei diritti umani fondamentali, significa essenzialmente che questa parte politica accetta perentoriamente tutti i valori ed i principi alla base della violazione.

Ma questo contraddirebbe lo stesso principio democratico che ha portato questa parte politica ad essere eletta.

C’è, in sostanza, una contraddizione palese tra i valori fondanti di questa forza politica, eletta tramite metodi democratici, che professa però principi autoritari e totalitari.

TAG: Arma dei Carabinieri, omicidio, procura, tortura
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