Nel Movimento Cinque Stelle tira aria di crisi. Di Maio si dimette?

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Movimento Cinque Stelle

Il giorno successivo a quello delle elezioni europee e a quello delle amministrative, nel Movimento Cinque Stelle si respira aria sinistra.

I risultati elettorali dopo le elezioni europee ed amministrative hanno confermato il trend catastrofico che molti si aspettavano da tempo. Il Movimento Cinque Stelle ha perso una buona percentuale di sostenitori, tanto da diventare il terzo partito per numero di consensi in Italia.

La responsabilità dei risultati assai poco soddisfacenti ottenuti da quello che, fino ad un anno fa, era considerato uno dei partiti che godevano di un vasto consenso, non è da imputare solamente a Luigi Di Maio. Oppure esclusivamente a Di Battista, a Roberto Fico o a qualunque altro attivista del Movimento Cinque Stelle.

La cosa certa, in questo caso, è che prima o poi tutti i nodi vengono al pettine. I nodi, in questo caso, hanno riguardato quella parte di elettorato che, in un primo momento, si era schierata a favore dell’omonimo Movimento/Partito. In parole povere, i voti che una volta sarebbero andati ai candidati M5S, stavolta sono finiti nelle sacche di altri partiti. I partiti in questione, quelli cioè che si sono accaparrati delle belle dosi di punti percentuali, togliendole allo stesso M5S, potrebbero essere: la Lega di Salvini, oppure Fratelli d’Italia della Meloni, ma anche qualche lista europea, per così dire, apartitica (come il Partito Pirata, il Partito della Famiglia, etc).

Il Movimento ha sempre avuto lo stesso pregio ed il medesimo difetto: quello di non aver radici politiche solide e degli ideali condivisi all’unanimità. La caratteristica che ha reso forte il partito politico in questione è stata quella che poi lo ha fatto affossare.

Dopo i risultati elettorali poco soddisfacenti, lo stesso Movimento ha più volte sentito la necessità di mettersi al lavoro tramite la Piattaforma Rousseau.

Quale futuro per il Movimento?