Le sostanze chimiche nelle creme solari entrano nel sangue

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E’ maggio (anche se non sembra) e la pelle comincia ad essere esposta ai raggi solari. Soprattutto poi per chi decide di prendere la prima tintarella.

Si ricorre alle creme solari, ma spesso non sappiamo cosa contengono. Le sostanze chimiche piu’ usate nelle creme e negli spray solari non restano in superficie sulla pelle, ma entrano in circolo nel sistema sanguigno e nell’organismo in meno di 24 ore dall’applicazione.

La sicurezza per la salute delle sostanze sperimentate in uno studio della stessa Food and drug admnistration Usa (Fda,) non e’ stata accertata. I livelli di avobenzone, ossibenzone, ecamsule e octocrylene, identificati nei 24 volontari che hanno partecipato alla ricerca pilota, sono risultati anche 40 volte piu’ alti rispetto ai limiti sopra i quali e’ consigliato condurre test di sicurezza dei prodotti.

Le quattro sostanze chimiche fanno parte di una categoria sulla quale la Fda ha sollecitato piu’ studi delle case produttrici per determinare la loro ‘sicurezza ed efficacia’. Secondo l’indagine pubblicata su JAMA, la concentrazione nel sangue dei composti continua inoltre a salire con le applicazioni ripetute delle creme solari. E ci vogliono 24 ore perche’ vengano smaltite dall’ organismo.

I volontari hanno utilizzato sia lozioni che spray applicati su 75% del corpo. E’ sempre importante scegliere delle creme biologiche e naturali. Già qualche mese fa, proprio le creme solari finirono sotto la lente di ingrandimento della Food and Drug Administration (Fda) degli Stati Uniti. Per questo, l’Agenzia aveva già giudicato ‘non sicure’ due sostanze chimiche usualmente presenti e aveva chiesto nuovi dati su altri 12 ingredienti alle aziende produttrici.

Le indicazioni sono contenute nella proposta di nuove misure per il controllo sulle sostanze chimiche presenti nei prodotti solari, sulle dosi, e sullo spettro dei fattori di protezione, appena presentata dalla Fda. Secondo le nuove norme, gli ingredienti permessi senza il bisogno di una nuova approvazione, includono l’ossido di zinco e il biossido di titanio.

Questi potranno essere usati nelle varie formulazioni in vendita negli Usa: creme, gel, spray, oli, burri, pastelle, lozioni, stick. Banditi invece sarebbero due ingredienti: PABA e il salicilato di ‘trolamine’. Per 12 ulteriori ingredienti, il verdetto è sospeso: la Fda ha chiesto che le aziende produttrici forniscano nuovi dati. La Fda suggerisce inoltre di elevare la protezione solare massima contro i raggi UV da +50 a +60, e sollecita nuove etichette per tutti questi prodotti, che includano varie avvertenze.

Sempre meglio una scelta naturale. I prodotti eco e bio scelgono i filtri solari fisici in sostituzione dei filtri chimici di sintesi, in modo da proteggere la pelle senza il ricorso a sostanze indesiderate. Riducono l’utilizzo dei coloranti, dei conservanti e delle profumazioni sintetiche per limitare i rischi di allergie.

Alcuni prodotti eco-bio, sia solari veri e propri che doposole, omettono del tutto le profumazioni, anche naturali, per proteggere le pelli più delicate e sensibili. Soprattutto se la vostra pelle si scotta facilmente – anche solo dopo un breve lasso di tempo di esposizione al sole senza protezione, come la mia – scegliete con fiducia i solari bio per le pelli più delicate.

Noterete subito una differenza sostanziale con i prodotti convenzionali da supermercato che nelle estati precedenti in realtà vi hanno protetto ben poco.Purtroppo molte creme solari da supermercato sono inquinanti e soprattutto non sono efficaci.