“Costi e benefici”. Il calcolo va di moda. Usato dal M5S nel tentativo di nascondere l’inconciliabile distanza tra la versione del Movimento in campagna elettorale e la loro deludente prestazione al governo, l’alleato di maggioranza che però agisce la minoranza, ha provato a verniciare la propria ossessione di non perdere il sostegno dei “No TAV”.
Senza aspettarsi nulla da questa questa analisi, ma cogliendo il posizionamento di questo tecnicismo composto da due concetti opposti, ci conviene leggere la definizione offerta dalla Treccani per capire di cosa stiamo parlando:
“l’analisi costi benefici nasce dall’esigenza dell’operatore pubblico di valutare in termini di benessere sociale l’opportunità e la redditività (nel caso ottimale anche le dimensioni) di decisioni circa la distribuzione di risorse scarse tra usi alternativi.
Come sempre, le definizioni e i significati ci tornano utili per capire il vero senso delle parole e mentre i nostri politici ci parlano di “costi e benefici” nel tentativo di verniciare di razionalità le scelte più stupide e irrazionali di un’amministrazione, anche noi, illuminati dalle loro perle di saggezza, potremmo offrire la nostra analisi costi e benefici laddove l’agire politico di questo governo sembra molto distante da considerare sui tanti rischi e i pochi vantaggi che le ultime decisioni potrebbero rappresentare per l’Italia.
Stiamo parlando della Politica Estera, dove non sappiamo se le ultime mosse dei Gialloverdi siano state guidate da un dilettantismo assoluto nel settore oppure da qualche sorta di piano mirato a lasciare l’Italia in ridicolo davanti al Mondo. La realtà è che un governo che litiga con gli alleati più vicini e fa il finto ‘revisionista’ di accordi di cui il primo beneficiario è il nostro Paese, non agisce sotto il calcolo dei costi e benefici.
Non agisce secondo il calcolo costi e benefici chi, per chiamare l’attenzione di un elettorato ormai abituato a confondere la Politica con i Reality Show, mette in discussione la reputazione e l’affidabilità di un’intero Paese davanti ai suoi vicini. Non ha fatto il calcolo costi e benefici, chi vota contro le decisioni europee soltanto per remare controcorrente senza capire il ventaglio di complessità che le sue improvvisazioni possono causare.
In questa folle improvvisazione, nella quale le linee guida del nostri rappresentanti sembrano essere state messe a disposizione da Diego Fusaro attraverso il proprio canale di Youtube, il nostro governo ha la tendenza suicida di scagliarsi contro i propri vicini ed allearsi con gli altri. Nella loro politica revisionista, si nasconde uno strano e compulsivo approccio anti-occidentale sotto il quale pur di andare contro i nostri alleati si prendono decisioni imbarazzanti.
Decisioni imbarazzanti come quella di mettere sullo stesso piano Maduro e il popolo venezuelano da lui decimato, come quella di impedire una dichiarazione congiunta nella quale l’UE avrebbe voluto pronunciarsi dalla parte della democrazia e dei Diritti fondamentali. Decisioni imbarazzanti come litigare con la Francia, partner con il quale abbiamo 10 milioni di surplus in avanzo commerciale, andare nel loro territorio per offrire il proprio sostegno ai Gilet Gialli per poi stracciarsi le vesti nel nome della ‘non ingerenza’ quando c’è da prendere una decisione urgente che vede in gioco migliaia di vite umane.
Decisioni tutte, guidate da uno spirito avventuriero tutt’altro che lungimirante. Decisioni tutte, che nella loro massimizzazione dei costi non contano sulla più logica delle analisi nella quale il Pacta Sunt Servanda sarebbe preso in considerazione, almeno per tenere conto che ogni volta che voltiamo la faccia agli accordi e agli impegni presi, rischiamo di assumere il costo politico dell’inaffidabilità e l’isolamento.
Tutto questo potrebbe importare a chiunque faccia politica pensando ai costi e ai benefici delle proprie azioni. Peccato che nel governo la si faccia pensando solo ai prossimi ‘Mi Piace’…