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Ignari del pericolo, l’80% dei bambini usa il cellulare

| 9 Novembre 2018 | IL FORMAT

A cosa servono gli appelli dal mondo scientifico, quando proprio i più grandi non vogliono ascoltare? I genitori dovrebbero dare il buon esempio, evitando di stare ore ed ore attaccati al telefonino, per la maggior parte delle volte senza un motivo valido… Troppa superficialità, che coinvolge i più piccoli ignari del pericolo. Se il primato dei bambini iper-connessi dell’era di Internet spetta sicuramente agli Stati Uniti, dove il 92% dei piccoli inizia ad usare i dispositivi digitali già nel primo anno di vita e all’età di due anni li utilizza giornalmente, anche in Italia il quadro è simile: 8 bimbi su 10 tra 3 e 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori, e mamma e papà sono spesso troppo permissivi dal momento che il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno.

Comportamenti errati e poco salutari per i piccoli, avverte il presidente della Società italiana di pediatria (Sip) Alberto Villani, che accoglie quindi con favore l’annuncio da parte del colosso cinese Tencent di introdurre nuovi sistemi per limitare l’uso dei giochi per i più giovani. Sono passati pochi giorni dalla pubblicazione del più grande studio mai fatto prima, sul rapporto tra telefonini, wi-fi, antenne di telefonia e tumori. L’NTP ha trovato quelle che definisce “prove evidenti”,cioè che due diversi tipi di segnali di telefoni cellulari, GSM e CDMA, hanno aumentato l’incidenza di tumori maligni nel cuore di ratti maschi nel corso dello studio durato 2 anni. Sono stati osservati anche maggiori incidenze di tumori cerebrali e surrenali, ma queste associazioni sono state giudicate un po’ più deboli. “L’NTP ha ora dimostrato ciò che nessuno credeva fosse possibile prima dell’inizio del progetto”, ha detto Ron Melnick a Microwave News. “L’ipotesi è sempre stata che le radiazioni RF non potevano causare il cancro”, ha detto, “Ora sappiamo che era sbagliato.”

Poche settimane fa Il Prof. Martin L. Pall, Professore emerito di Biochimica e di Scienze Mediche di Base della Washington State University, ha inviato alle istituzioni europee e statunitensi una revisione di studi che dimostrano la pericolosità della tecnologia 5G. Stessa storia per i 170 scienziati indipendenti, che “invitarono” le istituzioni dell’Unione Europea a bloccare lo sviluppo della tecnologia 5G in attesa che si accertino i rischi per la salute per i cittadini europei. “E’ davvero positivo – afferma Villani – che un’azienda produttrice di giochi digitali si renda conto della necessità di regolamentarne l’uso per i minori. Posizione che riflette le linee guida presentate recentemente in uno statement dalla stessa Sip”. Il punto, rileva, “è che l’uso di smartphone e Internet non va demonizzato, ma porre dei limiti all’utilizzo è fondamentale. Anche in Italia, infatti, si riscontra un uso eccessivo dei più piccoli di cellulari e tablet, con picchi di utilizzo anche di 8-10 ore al giorno”.

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Eccessi che possono determinare danni seri, sia sul versante psicologico e comportamentale sia dal punto di vista fisico: “Un eccessivo tempo di ‘connessione’ – avverte Villani – può infatti causare svariati danni, dai problemi del comportamento e apprendimento ad una riduzione della sfera immaginativa del bambino; ma vari sono anche i danni fisici, con il rischio di problemi alla vista, all’udito, al ritmo del sonno, fino all’eccesso di sedentarietà collegato all’obesità”. Eppure, sottolinea, “i genitori spesso non sono consapevoli dei rischi per la salute psicofisica di un utilizzo precoce dei dispositivi digitali: se ne parla ancora troppo poco e solo il 29% dei genitori chiede consiglio ai pediatri”. Per questo, la Sip si è espressa con un documento ufficiale sull’uso dei media device (cellulare, smartphone, tablet, pc) nei bambini da 0 a 8 anni di età, evidenziando delle raccomandazioni precise: no a smartphone e tablet prima dei due anni, durante i pasti e prima di andare a dormire; limitare l’uso a massimo 1 ora al giorno nei bambini di età compresa tra i 2 e i 5 anni e al massimo 2 ore al giorno per quelli di età compresa tra i 5 e gli 8 anni; si sconsigliano inoltre programmi con contenuti violenti e soprattutto l’uso di telefonini e tablet per calmare o distrarre i bambini. ‘No’, dunque, conclude Villani, “al cellulare ‘pacificatore’, per tenera e bada i piccoli”.

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