Lega-5S, aria di crisi?

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È un periodo teso fra i partner della maggioranza. Sempre più spesso emergono motivi di scontro riguardanti sempre più argomenti. Sotto il peso delle incombenti elezioni europee entrambe le forze governative hanno messo in moto le rispettive campagne elettorali, ma con una differenza sostanziale:ora sono al governo. Succede così che se fino al 4 marzo si potevano fare reclami mirabolanti e passarla liscia trattandosi solo di sparate ora quelle stesse promesse sono a portata di mano. Non solo, trovandoci ad ottobre il parlamento è in piena attività e si trova ad esaminare proprio quei provvedimenti che costituiscono i punti salienti del famigerato “contratto di governo”. Entrambi i partiti si trovano a dover giustificare ai propri elettorati misure e norme malviste e percepite come ingiuste. Se lo scopo, quindi, è quello di giustificare i compromessi di governo,che stanno alla base di qualsiasi coalizione, vi sono sostanzialmente due modi di farlo: o si dichiarano apertamente oppure si finge che quello che viene approvato sia colpa esclusivamente dell’alleato. E ad andare per la maggiore è proprio la seconda soluzione. Vediamo alcuni esempi.

Il caso più eclatante non può che essere quello della “manina tecnica o politica” paventata da Di Maio negli studi di Porta a porta. Quello che inizialmente ha gettato un ombra di mistero sul provvedimento in questione,quello fiscale, si è rivelata poi una maldestra messa in scena per addossare al partner le responsabilità governative, pulendosi così le mani in diretta televisiva. Concisa la risposta di Salvini: “Il decreto lo riscriviamo insieme, ma non scaricate i vostri problemi interni sul governo o sul paese”. A questo vanno aggiunti poi altri fronti di opposizione interna, come quello sull’immigrazione, dove l’ala “sinistra” dei M5S, capitanata dal Gen. De Falco,  ha presentato 81 emendamenti al Dl Sicurezza che vanno a colpire i punti principali del provvedimento. Vi è infine un opposizione che si potrebbe definire “tecnica” ed è quella rappresentata dal ministro Tria che,non dovendo difendere un partito ma la propria autorevolezza, si smarca volentieri dalle considerazioni più fantasiose provenienti dal governo.

Le forze di governo si trovano così divise tra una campagna elettorale appena cominciata ed il contratto di governo, strumento su cui entrambi puntano le maggiori rivendicazioni. In sole 2 settimane, dalla nascita della “manina”, il rapporto tra i due coniugi, Di Maio e Salvini, ha subito un brusco raffreddamento con tanto di accuse personali. È legittimo aspettarsi che da qua a maggio 2019 i toni non possano fare altro che alzarsi ulteriormente e che questo, unito all’imminente scontro con l’UE a cui ci stanno conducendo, avrà ripercussioni negative sulla coesione del governo. Fino a che punto, per ora, non è dato saperlo.

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