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Riace: falde amministrative e quindi… trasferiamo gli stranieri

| 14 Ottobre 2018 | CRONACA, POLITICA

Falle amministrative nella gestione del progetto Sprar a Riace, motivo per il quale durante il 2018 sono stati sospesi i finanziamenti. Ancor prima dell’udienza in tribunale e ancor prima che la Magistratura sentenziasse effettivamente la mancanza di dati all’interno della rendicontazione e dell’aggiornamento dati, il Ministero dell’Interno ha disposto il 9 Ottobre in 21 pagine che il progetto d’accoglienza attivatosi e sviluppatosi a Riace circa 18 anni fa, deve chiudere i battenti. Cosa intende il nostro Ministero dell’Interno con questo?

Intende il trasferimento degli stranieri. No, pare non vi siano differenze tra straniero insediato e straniero appena arrivato.

In primo luogo tra Salvini e Di Maio si è agito come se fossero loro gli addetti alla giustizia, le persone super partes che dovrebbero indagare e sentenziare sulla vicenda in una sorta di valutazione oggettiva, in secondo luogo a fronte di lacune amministrative nella gestione dello Sprar il pagamento avverrebbe in vite, in persone.

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Perché allora non disporre anche degli italiani insediati in questa città? Alla fine anche loro hanno contribuito all’espletamento e sviluppo di questo modello, tanto atteso, tanto riconosciuto a livello internazionale, tanto apprezzato e tanto importante per la società dato il forte valore umano intrinseco nel progetto stesso. Come dice il Ministro Matteo Salvini “quando si sbaglia si paga non sono tollerabili irregolarità nell’uso di fondi pubblici” allora il collegamento è facile a fronte, per esempio, dei 49 milioni di fondi pubblici non rendicontizzati e largamente sottratti in maniera truffaldina dalla Lega, innanzi tutto il Ministro dell’Interno Matteo Salvini dovrebbe dimettersi e dovrebbero essere allontanati dal paese tutti coloro che ne hanno usufruito e che hanno contribuito alla messa in opera di questa truffa ai danni dello stato e dei cittadini.

L’accanimento e la discriminazione da parte del Governo e in primis da parte del Ministro Matteo Salvini e la sua banda, è ormai lampante. Nell’ultimo anno si è assistito al riconoscimento positivo a livelli internazionali del progetto Riace, alla messa in opera di una fiction sul progetto di accoglienza e integrazione che è stato poi bloccata dalla Rai; nella sua professionalità ed eleganza costante sempre il nostro Ministro dell’Interno ha pubblicamente più volte offeso il sindaco di Riace, Lucano, senza una vera e politicamente corretta argomentazione.

Ci sono delle falle nel sistema d’accoglienza e integrazione del grande sogno Riace, ma non è una utopia questo progetto anzi, è un qualcosa tra sogno e realtà. Sogno perché purtroppo, credendo nella Magistratura, ci sono delle omissioni e delle lacune sul piano burocratico per le quali già erano in atto dei giusti provvedimenti in attesa della regolarizzazione di queste mancanze;  realtà perché ha permesso agli italiani del luogo di riappropiarsi della propria vita e della propria casa e l’integrazione di stranieri che tramite una serie di escamotage burocratici è riuscita a stabilirsi, a lavorare e ha contribuito al miglioramento della qualità della vita di tutta l’area.

Forte è la vicinanza e la non condivisione dei provvedimenti presi nei riguardi del progetto d’accoglienza, dal giurista Gianfranco Schiavone che afferma “Le persone non sono pacchi postali e stanno seguendo a Riace un percorso d’integrazione e di formazione che deve essere completato per non danneggiarle…possono essere trasferite a breve termine soltanto le persone che non hanno un radicamento e per le quali non si inficia un percorso d’integrazione già avviato. E’chiaro però che tutta questa vicenda è condizionata dal ricorso al Tar da parte del Comune ed alla richiesta di sospensiva del provvedimento, in attesa della pronuncia in merito. In ogni caso la decisone del Viminale è assurda e rientra nella strategia d’attacco in atto contro il modello d’accoglienza creato a Riace”; anche il presidente della Regione Mario Oliviero dichiara “ è una decisione assurda ed ingiustificata. Mi auguro che dietro tale decisione non si celi l’obiettivo di cancellare una esperienza di accoglienza, estremamente positiva, il cui riconoscimento ed apprezzamento è largamente riconosciuto anche a livello internazionale. Chiedo al Ministro dell’Interno di rivedere questa decisione”.

Anche il sindaco stesso ha fatto presente tutta la sua “immensa amarezza” in merito.

La legge è legge e deve essere rispettata ma davvero è lecito far pagare con delle vite le lacune amministrative? L’invito a questo punto sorge spontaneo, bisognerebbe controllare tutti i conti e tutti i dati di tutti i comuni di Italia con stranieri o solo limpidamente abitati da italiani, controllare gli ammanchi e le incongruenze e per ognuno di questi spostare delle persone, delle vite. Potrebbe rimanere qualcuno in Italia nel proprio comune?

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