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Unione Europea e manovre di salvataggio

| 5 Ottobre 2018 | ESTERI, POLITICA

Che l’Unione Europea stia attraversando un periodo complicato è sotto gli occhi di tutti, da qualsiasi latitudine e schieramento si susseguono a gran voce richieste più o meno marcate rivolte alle istituzioni europee, troppo spesso affette da immobilismo e indeterminazione. Se ci siamo ormai abituati a questo copione,lamentele da una parte  e risposte inconcludenti dall’altra, con il passare dei mesi appare sempre più chiaro che queste richieste non possano più essere ignorate o liquidate sommariamente. Non ora che solo pochi mesi separano l’Unione da quella che potrebbe essere la più grande sfida che si sia trovata a fronteggiare nella sua storia, a maggio del 2019 si terranno, infatti, le elezioni europee più calde ed attese della storia del vecchio continente. Se le precedenti consultazioni erano viste quasi come una formalità e prive di una partecipazione realmente sentita da parte dei cittadini oggi non è più così. In seguito all’emersione di un nuovo fronte euroscettico (ancora in fase di formazione) che attacca frontalmente l’Europa e che contro di essa basa il suo scopo d’essere,una risposta, anche solo un segno di vita, da parte dell’Unione non solo è necessaria ma di vitale importanza.

E’ così che la Commissione ed il Parlamento Europeo hanno concordato di accelerare bruscamente i lavori di tutte le commissioni legislative presenti al loro interno, per un totale di 287 provvedimenti interessati dalla stretta sui tempi. Obbiettivo? Fornire una risposta concreta prima delle elezioni di maggio, evitare di ignorare ancora una volta il clima politico al di fuori delle mura di Bruxelles, troppo spesso ignorato in questi anni. Le nuove misure,che spaziano dall’immigrazione all’economia, passeranno immediatamente al vaglio dei deputati, con lo scopo di approvarne quante più possibili in un lasso di tempo ragionevole.

Novità anche per il nostro paese, specialmente per quanto riguarda i fondi europei per lo sviluppo economico. La richiesta del governo italiano riguardante l’aumento della quota di finanziamento dei progetti di sviluppo locale è stata accolta dalle autorità europee. Cosa significa? Si stabilisce che i progetti attualmente in corso in Italia vedano aumentare la propria quota di finanziamento europeo fino all’80%. Questo avrà un effetto importante per i nostri bilanci, in questo modo sarà infatti possibile raggiungere i livelli di spesa minima imposti dai bandi europei in modo da poter continuare ad usufruirne senza incorrere in perdita di future risorse per mancato utilizzo. In pratica una cortesia al governo italiano.

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Accogliendo con favore la rinnovata attività dell’ europarlamento e dei suoi organi ora resta da chiedersi:basteranno queste misure a risollevare la fiducia nelle istituzioni europee? Oppure quel che vedremo sarà ancora una volta troppo poco e troppo tardi?

TAG: Bruxelles, Europa, Parlamento Europeo
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