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Imprese e politica: un nuovo paradigma culturale

| 26 Maggio 2018 | ECONOMIA, POLITICA

Oggi viviamo sempre più immersi, come diceva il sociologo Zigmunt Bauman, in una società liquida in cui “il cambiamento è l’unica cosa permanente e l’incertezza è l’unica certezza” e per questo motivo è sempre più urgente cogliere i segni dei tempi e proporre un nuovo paradigma culturale.

Spesso nell’immaginario collettivo si pensa che le imprese e la politica operino in mondi simbolici differenti e ben determinati e che abbiano linguaggi divergenti e inconciliabili. In realtà sia le imprese che la politica hanno molte più cose in comune di quanto si pensi a partire dal fatto che operano nella stessa società e cercano di dare risposte ai bisogni più diversi delle persone.

Sono, infatti, le persone il nostro punto di riferimento se vogliamo realmente, nel Terzo millennio, trovare soluzioni serie e concrete ai problemi con cui quotidianamente conviviamo. La crisi economica iniziata nel 2008 e continuata ininterrottamente sino ad oggi, ha dimostrato alle imprese quanto il profitto non possa essere l’unico obiettivo da perseguire e quanta importanza, in realtà, hanno assunto, nelle organizzazioni moderne, le persone, non più considerate solo input produttivo ma vero e proprio valore aggiunto su cui puntare per sviluppare il proprio vantaggio competitivo. Anche il modo di definire il business delle imprese è radicalmente cambiato e non si basa più su una mera applicazione del modello di Abell, che si concentrava sull’individuazione di un target specifico, su bisogni da soddisfare e sulle modalità con cui soddisfare questi bisogni, ma oggi più che mai è necessario individuare i mondi simbolici che le persone quotidianamente occupano.

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Come affermava Cassirer nella sua opera, filosofia delle forme simboliche, l’uomo non è solo un animale razionale ma è soprattutto un animale simbolico che crea il proprio mondo simbolico, lo abita e non ne può fare più a meno. Gli uomini infatti desiderano prodotti ma consumano significati e le imprese moderne devono partire proprio da questo per poter definire il proprio business, comprendendo che un vero prodotto di successo non può essere rivolto ad un target specifico ma deve aggregare le persone più diverse.

L’uomo odierno, quindi, posto di fronte a delle scelte, non si comporta più come un aut – aut ma come un et – et cioè se ci dovessimo chiedere se esiste un prodotto sportivo o elegante o se noi in realtà siamo più sportivi o più eleganti, la risposta che ci viene subito in mente, è che noi siamo a volte sportivi, a volte eleganti e a volte addirittura contemporaneamente sia sportivi che eleganti (si pensi per esempio a quante volte indossiamo una giacca e sotto ci abbiniamo delle scarpe da ginnastica).

Questa interferenza di codici non la troviamo solo nel mondo economico ma lo ritroviamo anche nel mondo della politica dove un tempo non esistevano vie di mezzo: si era o di sinistra o di destra o democristiani. Oggi, invece, il mondo simbolico della politica è radicalmente mutato e si è evoluto parallelamente alla società e al linguaggio. Le stesse persone che comprano sono chiamate a votare e anche in questo caso non votano partiti o movimenti ma votano significati.

È per questo motivo che i cittadini, oggi, chiedono a gran voce un radicale cambiamento della politica; è necessario per la politica continuare a dare risposte serie e concrete al Paese ma soprattutto alle persone e per farlo è fondamentale un serio rinnovamento che tenga conto delle esigenze e dei significati che l’uomo del Terzo millennio consuma.

Non si tratta di populismo o di protesta: si tratta di un nuovo paradigma culturale!

TAG: animale simbolico, Imprese, paradigma culturale, politica, terzo millennio
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