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Legislatura mai partita? La nuova bufala dei 5 Stelle

| 10 Maggio 2018 | POLITICA

Ormai siamo abituati ai continui fronte e contro fronte del Movimento 5 Stelle, un caso su tutti uscire dall’euro è una priorità, anzi non lo è più. Sembra che i grillini si trovino in un grande gioco in stile: “La ruota della Fortuna” nella quale, in base a ciò che decide la sorte, si cambiano le linee guida del Movimento.

Su un punto il Movimento 5 Stelle è intransigente sin dalla sua fondazione, d’altra parte è il partito dell’onesta’ e della coerenza: il vincolo di mandato. Due mandati e poi si va a casa indipendentemente dalla carica che si occupi, dal consigliere comunale al parlamentare della Repubblica come a quello europeo. Una regola voluta fortemente da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio che, in quel 9 settembre 2009, scrissero tra le regole del Movimento: “non aver già svolto anche per periodi parziali, due mandati elettivi ad una o più delle cariche indicate al punto precedente”. Regola ribadita dallo stesso Grillo: “Questa regola non si cambia né esisteranno mai deroghe ad essa”.

Rincara la dose al riguardo lo stesso Di Maio che, in un comizio a Gela, il 20 agosto 2017 ha detto: “Da noi vale la regola dei due mandati e vale anche per me. Nel Movimento chi pensa di fare un terzo mandato è fuori.” Successaivamente questo tema è stato ribadito due giorni prima delle elezioni politiche e sottolineava che: “non esistono politici di professione”. Con l’ipotesi di nuove elezioni alle porte, che siano a luglio come in autunno o a breve termine, non possono più ripresentarsi e quindi perderemo la possibilità di assitere alle grandi uscite e show di elementi come: Roberto Fico, Giulia Grillo, Angelo Tofalo, Giulia Sarti, Riccardo Fraccaro, Danilo Toninelli, Paola Taverna, Vito Crimi, Barbara Lezzi, Michele Giarrusso ed anche lo stesso Luigi Di Maio.

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L’unico che può ricandidarsi attenendosi al regolamento è Alessandro Di Battista perché è rimasto volutamente in attesa ai box. Nel grande gioco “Acchiappa la poltrona”, però, anche il Movimento 5 Stelle sembrerebbe adeguarsi e le ferree regole imposte possono essere cambiate o raggirate. Non a caso, lo stesso Di Maio ha rassicurato i 338 parlamentari grillini, molti dei quali in ansia da secondo mandato, che “Visto che la legislatura praticamente non è iniziata, le liste per le nuove elezioni saranno probabilmente le stesse”, ovviamente epurate dagli impresentabili. La decisione finale comunque spetterà al garante. Tutti tranquilli, quindi, dato che ha parlato il capo politico, l’esperto di diritto costituzionale: possono candidarsi nuovamente e sia lo stipendio che la poltrona saranno salvi.

Ma siamo sicuri che la legislatura non è iniziata come afferma Di Maio? Gigino non ha molta dimestichezza con la giurisprudenza ed il diritto costituzionale in modo particolare e così riesce ad imbambolare a parole i suoi parlamentari e, soprattutto, i suoi elettori altrettanto distratti in materia costituzionale. Bisognerebbe informare Di Maio come Rocco Casalino, che la 18esima Legislatura della Repubblica Italiana è iniziata il 23 marzo 2018 con l’insediamento di Camere e Senato e che, prima di tale data, i parlamentari eletti si sono presentati per registrarsi sia alla Camera che al Senato.

Non si sono accorti i parlamentari grillini che hanno già ricevuto lo stipendio da parlamentare comprensivo di rimborsi vari? Si dà uno stipendio, se la legislatura non è iniziata? Forse Di Maio non si è accorto, oppure ha paura di ritornare a lavorare nella sua impresa familiare, l’Ardima srl? In base all’art.60 della Costituzione, la legislatura dura 5 anni, ma, secondo l’articolo 88, il Presidente della Repubblica può sciogliere le Camere ed indire nuove elezioni prima della scadenza naturale.

In Italia si insegna a scuola che l’organo legislativo è il Parlamento se ancora è in vigore l’art.70 della Costituzione, che non è incappato in qualche modifica grillina. Alla luce di questo, Di Maio e soci eletti al secondo mandato non possono ricandidarsi in caso di scioglimento anticipato del Parlamento, ma sono già in corso le grandi manovre per cambiare le regole del gioco “Acchiappa la poltrona a 5 Stelle” per consentire a Di Maio & Co. di partecipare nuovamente presentando la propria candidatura.

E poi sono quelli non attaccati alla poltrona e che non faranno mai i politici di professione, chissà se anche questa volta si distingueranno per la tipica coerenza grillina che li vede modificare opinioni e regolamenti in base alle loro esigenze. Pronti ad assistere ad altre grandi bufale a 5 Stelle.

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