La malapolitica italiana – Parte 1

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Legalità significa agire in conformità e nei limiti dettati dalla legge. In poche parole si potrebbe dire, magari semplicisticamente, che legalità significa rispettare le leggi. Essendo questo principio fondamentale per la buona convivenza all’interno della società viene da pensare che chi intende rappresentarla e governarla, ovvero i partiti politici, faccia del perseguimento della legalità un dogma imprescindibile.

I partiti politici dovrebbero, in sostanza, essere tenaci difensori della legalità e dare il buon esempio al resto della cittadinanza. Allo stesso tempo dovrebbero fare della lotta all’illegalità uno dei loro strumenti principali di azione politica, rinnegando di conseguenza qualsiasi tipo di collusione con ambienti e personaggi poco affidabili e inquinati da rapporti con la criminalità.

Ebbene questo precetto, che in linea teorica non fa una piega, non trova tristemente riscontro nella realtà, in particolar modo e innanzitutto in Italia. Mancato rispetto delle leggi, corruzione diffusa, concussione e collusione hanno caratterizzato e caratterizzano la classe dirigente italiana rendendola poco credibile sia all’interno che all’esterno del paese. Per esempio, molti ricorderanno il famoso discorso di Bettino Craxi, pronunciato alla Camera nel luglio 1992, in cui disse che “buona parte del finanziamento politico è irregolare o illegale”.

Ma purtroppo non c’è assolutamente bisogno di andare indietro di decenni per trovare altri esempi di come la nostra classe politica pecchi gravemente per quanto riguarda il rispetto della legalità. Il caso più recente è quello di Giuseppe Scopelliti, ex governatore della Regione Calabria e sindaco di Reggio Calabria, che pochi giorni fa è stato definitivamente condannato dalla Corte di Cassazione a 4 anni e 7 mesi di reclusione per falso in atto pubblico. Scopelliti fu già condannato a 5 anni di reclusione e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici dalla Corte d’Appello nel 2016 ma nonostante le sue vergognose vicende giudiziarie l’ex governatore calabrese ha svolto un ruolo fondamentale per la Lega alle scorse elezioni del 4 marzo. Pur non essendo candidato, Scopelliti ha compilato le liste dei candidati del partito di Salvini e ha messo a disposizione il suo blocco elettorale.

Una vicenda simile ha coinvolto la Lega anche in Sicilia dove Salvatore Caputo, detto Salvino, ex sindaco di Monreale e già condannato per tentato abuso di ufficio, è stato arrestato qualche giorno fa per voto di scambio. Caputo, impossibilitato dal candidarsi in quanto la sua istanza di riabilitazione è stata rifiutata, ha deciso di candidare al posto suo il fratello Mario, ottenendo il benestare di Alessandro Pagano, deputato della Lega e coordinatore del movimento Noi con Salvini per la Sicilia occidentale. “Non possiamo prendere seimila-settemila voti e buttarli al macero, male che vada candidi tuo figlio” disse il deputato della Lega in una conversazione telefonica con Salvatore, il quale, infine, ha candidato il fratello, pure lui arrestato e finito ai domiciliari. Pagano si è dichiarato estraneo ai fatti. Per accertarsi di venire eletti, i fratelli Caputo sono ricorsi al voto di scambio: la Procura della Repubblica avrebbe già accertato “dodici episodi di compravendita di voti in cambio di promesse di posti di lavoro”.

Ma l’illegalità nella politica non riguarda solo il sud. Anche al nord  la situazione è poco confortevole. Qui il caso più eclatante di mala politica è rappresentato dall’ex governatore della Regione Lombardia Roberto Formigoni che nel 2016 è stato condannato in primo grado a sei anni di reclusione ed interdizione dai pubblici uffici per corruzione. Tra il 2006 e il 2011 egli avrebbe ricevuto bustarelle per un totale di ben sei milioni di euro e con quei soldi si è pagato, tra gli altri, una villa in Sardegna e numerose vacanze in yacht. Formigoni abbronzato a petto nudo e con gli occhiali da sole a bordo di uno yacht è l’immagine con cui l’opinione pubblica identifica l’ex governatore corrotto della Lombardia.

I nostri politici, invece di fornire un buon esempio di legalità, spesso e volentieri hanno agito in senso contrario mostrandosi perfetti esemplari d’illegalità. Non vi è qui alcuna intenzione di generalizzare: per ogni politico corrotto ve ne sono altrettanti che svolgono il loro lavoro con passione e regolarmente. Ciononostante è scandaloso e deplorevole che in Italia vi siano ancora così tanti esempi di mala politica. Ma se la situazione a livello locale e regionale, da nord a sud, è triste, a livello nazionale le cose stanno anche peggio.