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Minniti: “Rischio concreto che la mafia possa condizionare il voto”

| 23 Febbraio 2018 | POLITICA

Un applauso al Ministro Marco Minniti, l’unico politico che parla di mafia in campagna elettorale mentre i leader politici evitano l’argomento. Non si deve parlare di antimafia in questo frangente perché la maggior parte dei partiti raccolgono consensi, ricambiando il favore negli ambienti della criminalità organizzata. La voce fuori dal coro è quella del titolare del Viminale: “C’è il rischio concreto che le mafie possano condizionare il voto libero. Su questi temi non può esserci il silenzio in campagna elettorale, vedo troppo silenzio su questi temi” – conclude Minniti.

Il suo intervento è avvenuto durante la presentazione della relazione conclusiva della Commissione Antimafia, alla quale era presente Pietro Grasso e nessun altro leader politico. Il deserto… A nessuno fa piacere parlare o partecipare all’incontro organizzato dalla Commissione Antimafia; infatti Rosy Bindi si è detta preoccupata dell’assenza dei leader politici. E’ pur vero che in campagna elettorale si parla molto di sicurezza intesa come microcriminalità, ma nulla riguardo alla criminalità organizzata che conta.

Non sono mancati alla presentazione della relazione della Commissione Antimafia alcuni parenti delle vittime come: le figlie di Paolo Borsellino e Caterina Chinnici, figlia del giudice Rocco Chinnici, il procuratore nazionale Antimafia Federico Cafiero de Raho, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, il P.M. Nino di Matteo ed il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti. Il disinteresse mostrato dai vari leader politici la dice lunga riguardo al loro approccio alla tematica della criminalità organizzata. Non ne parlano perché sanno che le mafie sono in possesso di un bacino di voti importante, sanno pure che sono in grado di indirizzare i voti secondo l’offerta dei partiti in cambio.

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Quel do ut des sul quale si fonda, da sempre, il rapporto mafia politica. Il Ministro dell’Interno ha squarciato quel velo di omertà politica, ma il resto del mondo politico non sembra essere preoccupato o colpito dalle sue parole. Le tre scimmiette non vedo, non sento, non parlo, stanno alle mafie tanto quanto alla politica… Ma immaginiamoci i leader politici parlare di mafia; Berlusconi ad esempio, come potrebbe parlarne lui considerando che è indagato per le stragi del 1993, stringendo alleanze, stipendiato mafiosi e riciclato i loro capitali? E Salvini? Si è presentato in Sicilia durante la campagna elettorale per le regionali dicendo che non voleva i voti della mafia e poi si allea con chi ha mangiato pane e mafia dagli anni sessanta?! Renzi? Troppo concentrato a salvare le banche necessarie al sistema masso/mafia con la grana De Luca…! Di Maio? Che si è fatto fotografare nel 2016 con il fratello del boss Gaetano Vassallo del clan dei casalesi per poi dichiarare di non sapeva chi fosse.

Le parole profetiche di Borsellino sono sempre attuali: “Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo del territorio o si fanno la guerra o si mettono d’accordo”. C’è da constatare purtroppo che…sono sempre d’accordo.

Il silenzio è mafia e la politica tace!

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