L’uomo sul treno – Un thriller avvincente

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Il treno, il mezzo di trasporto preferito da scrittori e sceneggiatori, forse perchè è qui che si incontrano persone di varie etnie e culture; l’impatto è inevitabile, fatto di sguardi e di cose sussurrate, facendo attenzione a non invadere quel perimetro virtuale occupato dal passeggero accanto. Qui, sul treno che Michael McCauley (Liam Neeson) prende tutte le mattine da circa dieci anni, ha inizio quello che in un primo momento sembra essere un gioco, un gioco proposto da una passeggera molto speciale, si tratta di una psicologa seduta sul sedile quasi di fronte al suo.

Questo gioco ben presto diventerà una vera e propria corsa contro il tempo per identificare il passeggero “fuori posto“, un individuo sullo stesso treno che corrisponda a determinate caratteristiche, lui dovrà scoprilo prima che questo scenda; Michael è dentro quella che sembrerebbe una specie di scommessa, un gioco, ma in realtà … è una vera e propria cospirazione criminale che potrebbe mettere da lì a poco, in serio pericolo la sua vita e quella del resto dei passeggeri.

Ottima, ancora una volta, la prova dell’attore Liam Neeson e davvero strepitosa è stata l’interpretazione di Vera Farmiga (la psicologa), dentro al personaggio fino all’ultimo secondo di scena. L’attrice statunitense Vera Farmiga è una di quelle attrici che ci ritroviamo ad ammirare spesso, l’abbiamo vista in “L’Evocazione“, in “Orphan“, in “Source Code” per citarne solo alcuni, senza dubbio, la Farmiga è una che in un cast fa sempre la differenza.