Il male minore

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Stiamo per tornare alle urne, ma, ancora una volta, più che coltivare il sogno di una svolta epocale, saremo costretti a fare i conti con una realtà complessa e ad abituarci all’idea che lo scenario più appetibile sia quello che ci permetterà di limitare i danni.

Il PD, logorato da una responsabilità di governo,che si è protratta per tutto l’arco della legislatura, sembra cedere e sgretolarsi sotto la spinta di forze eterogenee che lo hanno battuto al referendum e lo tengono sotto tiro sui temi della giustizia sociale e della questione morale, mentre il nuovo che avanza ed il vecchio che ritorna sembrano contendersi il primato.

Sino alle elezioni siciliane M5S e cdx, che avevano perfino amoreggiato in occasione dei ballottaggi per la scelta dei sindaci, si erano pressoché disinteressati l’uno dell’altro, intenti, come erano, a sparare sul quartier generale della maggioranza, ma adesso si accorgono di essere in competizione diretta e la musica cambia.

Il primo ad aprire le ostilità è stato Berlusconi, che esprime una preoccupazione vicina allo sgomento per una possibile vittoria del M5S, oggettivamente più pericoloso di quei “comunisti” che ha sempre combattuto e per di più indiziato di lavorare per un accordo elettorale con gli stessi, che adesso corrono sotto le insegne dei liberi e uguali.

I grillini sono, per il cavaliere, portatori infetti di pauperismo e giustizialismo, dilettanti ed incompetenti, odiatori della meritocrazia e, pertanto, pronti ad usare la leva fiscale per distruggere il benessere del ceto medio produttivo. In confronto a loro il PD renziano appare di gran lunga come il male minore e non è auspicabile che si indebolisca troppo…

Al Nazareno i penta stellati sono visti come il fumo negli occhi, perché tendono a soppiantare il PD, lo demonizzano e gli intimano di disarcionare il segretario, in aperta sintonia con gli scissionisti, mentre FI rimane un antagonista col quale, in caso di necessità, è sempre possibile riaprire una trattativa per un eventuale governo di larghe intese. Insomma un “male minore”, perché il bene rimane un sogno irrealizzabile.