La filastrocca del renziano redento

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“Alla fiera del Pd, per due euro, un fiorentino mio padre comprò…”dandogli licenza di mettersi all’opera.
Un’Italia da scalare, come un’azienda, da sfruttare e rendere sempre più appetibile allo straniero. Seguendo l’agenda della Bce, perché “ce lo chiede l’Europa”, continuando le riforme sulla scia di Letta e, prima ancora, di Monti.
“Alla fiera del Pd, per due euro, un fiorentino mio padre comprò…”e con lui tanti altri personaggini, patti e pattini, Boschi e boschetti, Lotti e lotterie. Un cesto di mele pure un po’ marce.

Poi venne il referendum costituzionale e la nave Italia, sconquassata dalle tempeste, venne ancorata in attesa della benedizione delle urne. Che non arrivò. E quel padre vide il suo acquisto lasciare apparentemente la poltrona di premier al conte Gentiloni che,
con toni più pacati, continuò l’operazione “svend’Italia”
“Alla fiera del Pd, per due euro, un fiorentino mio padre comprò…” e con lui l’austero Ministro delle finanze, incollato al suo posto, garante della ripresa italica e della solidità bancaria che, intanto, crollava miseramente per l’ottusità dei governi degli ultimi anni e la mancanza di vigilanza degli organi competenti. Comprò anche altri Ministri, impreparati per i loro ruoli come vuole la tradizione, dall’Istruzione alla Sanità passando per il Lavoro, una combriccola di allegri diplomati perfetti per gestire un condominio. Forse.

“Alla fiera del Pd, per due euro, un fiorentino mio padre comprò…” poi, con un figlio disoccupato in casa, il portafoglio vuoto, il suo quartiere sempre più degradato e la pacca sulle spalle dell’Europa, iniziò a farsi girare le scatole. Mentre soffiava il vento di cambiamento ovunque, quel padre vide ricicciare D’Alema, Veltroni, perfino Occhetto; percepì che gli stavano vendendo chiacchiere perché la sua realtà non era così bella ed il futuro sembrava presentarsi ancora peggio. Non ostacolò più il figlio che si ribellava all’alternanza scuola-lavoro, perché l’esperienza al fastfood gli puzzava di sfruttamento; guardava al jobsact come una fregatura, si immaginava pensionato sotto accusa e malato senza sanità pubblica.
“Alla fiera del Pd, per due euro, un fiorentino mio padre comprò…” ma se ne pentì amaramente.