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Lo scandaloso PD

| 13 Ottobre 2017 | POLITICA

Un partito che ha 283 deputati e può avvalersi di una larga coalizione, che proietta ben oltre i 400 la forza d’urto a disposizione, deve ricorrere al voto di fiducia per evitare le votazioni a scrutinio segreto sugli emendamenti, per poi rimanere in trepida attesa del verdetto finale sulla legge elettorale..

Mi riferisco al PD, appena uscito da una dolorosa scissione e, nonostante questo, ancora imprigionato in un tempestoso travaglio, che sembra non conoscere fine.
Mi chiedo come facciano i suoi dirigenti, chiamati alla responsabilità di governare il Paese, a non sentirsi vincolati dalle decisioni assunte a maggioranza nelle sedi a ciò preposte, quale possa essere il livello di incoscienza nel quale sono precipitati, quanto grande l’indifferenza rispetto alle attese di iscritti e simpatizzanti.

È veramente scandalosa la cifra esistenziale di questo partito, dilaniato da contrapposizioni pseudoideologiche, personalismi, interminabili faide e sfacciato opportunismo dei singoli. Se il libero confronto delle idee, che è il sale della democrazia, si trasforma in una defatigante schermaglia, i cui contenuti rimangono oscuri ai non addetti ai lavori, vengono meno le ragioni dello stare insieme.
Dire, come fa il segretario, che il PD è l’unico argine ai populismi, potrebbe avere un senso se tale formazione politica riuscisse a dare di se l’immagine di una forza tranquilla su cui poter contare nei momenti di maggiore difficoltà. Così non è, caro Renzi e ciò costringe molti uomini e donne di buona volontà a tenersi alla larga.

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