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GRAFFI-TI: Di governo e di metodo

| 17 Luglio 2017 | POLITICA

“Prendiamo una decisione, poi la mettiamo sul tavolo e aspettiamo un po’ per vedere che succede. Se non provoca proteste né rivolte, perché la maggior parte della gente non capisce niente di cosa è stato deciso, andiamo avanti passo dopo passo fino al punto di non ritorno“ (Jean-Claude Juncker, Presidente della Commissione Europea)

Il nostro simpatico lussemburghese, in un momento “in vino veritas”, rilasciò questa dichiarazione in un’intervista allo Spiegel. È con questo metodo che si “lavora” in Ue ed i nostri ligi governanti lo hanno subito acquisito come banco di prova per le leggi da proporre.

Fateci caso quante volte i media, fidi servitori del premier di turno, sparano la notizia di un possibile provvedimento in via di attuazione per testarne la reazione popolare. Quel popolo che, ancora per poco, ha nelle urne il potere di esprimere il gradimento per l’esecutivo. Funziona così: il mainstream divulga indiscrezioni (viene da sorridere), i social fanno da cassa di risonanza, l’utente reagisce, il governo retrocede dando la colpa alle “fake news” che avrebbero inquinato l’informazione. Ma, intanto, retrocede.

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Un esempio eclatante quello della legge sullo ius soli. “Va fatta, è civiltà, serve per la nostra sicurezza…” pagine e pagine di appelli accorati per far digerire qualcosa di molto indigesto (e, sicuramente, non prioritario) ci hanno martellato per giorni. Incombeva su di noi come un’ineluttabile dovere risolutore di tutti i mali. Stranamente, la rana è uscita dalla pentola (per chi non conoscesse la metafora, qui la spiega bene Noam Chomsky) ed ha iniziato a dire la sua, nei modi più variegati ma mettendo il governo in ansia da prestazione.

Oggi il duo Gentiloni-Renzi (uno non si muove se l’altro non vuole) fa marcia indietro perché “il clima non è favorevole”. Tradotto: se lo portiamo in Parlamento, andiamo sotto e si va a casa.

Aspettiamo con ansia che si attivino gli anti bufalari governativi per dare la colpa al clima d’odio innescato dai social, i Saviano di turno inorriditi, i sinistri di sinistra che senza ius soli non si sentono abbastanza “de sinistra”. È il metodo Juncker , signori. La dico, se passa bene (il potere dei sondaggi politici non è mai da sottovalutare) altrimenti… ci lavorerò meglio per la prossima volta. Sta a noi rimanere svegli anche per la prossima volta.

TAG: Gentiloni, Graffi-ti, Ius soli, Juncker
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