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Alla spasmodica ricerca del consenso

| 16 Luglio 2017 | POLITICA
Siamo alla vigilia, insopportabilmente lunga e dilatata, di un voto che gli italiani vivono come atto liberatorio ed occasione preziosa di catarsi e palingenesi, di liberazione dall’incertezza e dai grovigli di una cattiva politica che sta avvelenando il Paese. C’è chi parla di una gara tra tre populismi, esprimendo la convinzione che il PD a trazione renziana stia mutuando dal centrodestra e dal M5S metodologie di ricerca del consenso fondate su proposte fantasiose ed inattuabili, in palese contraddizione con impegni assunti a livello internazionale.
E chi lamenta la condizione di isolamento in cui è andato a cacciarsi un leader presuntuoso e malaccorto, alla disperata ricerca di un’improbabile rivincita, rammentando allo stesso che il partito democratico è nato per raccogliere un’area vasta di centrosinistra. A costoro, ed a quanti paventano ulteriori scissioni e la creazione di altri accampamenti esterni al perimetro del partito, va detto subito che l’accerchiamento al quale è stato sottoposto il PD, e che ne ha determinato l’attuale solitudine, è dovuto sostanzialmente alla crisi economica nella quale da anni si dibatte il Paese, all’insofferenza per i vincoli comunitari che ne frenano la crescita ed alla preoccupazione per la tracimazione epocale ed inarrestabile di masse di individui in fuga dalla guerra e dalla povertà.
Pensare che la risposta adeguata a tali emergenze passi per la ricostituzione del tradizionale campo largo del centrosinistra, o che un europeismo acritico sia gradito agli italiani, o che forme spinte di solidarismo vadano nella direzione di un recupero del consenso, equivale a confondere i propri desideri con la realtà. Mai come in questa scansione temporale la sinistra è stata così lontana dalla possibilità di prevalere e la contesa tra le propagande dimostra quanto sia ingombrante per gli avversari (centrodestra e Movimento 5 Stelle) la strategia renziana, quanto sgradita la presenza di un alieno che insidia col suo movimentismo territori di caccia da sempre preclusi al centrosinistra. Alla spasmodica ricerca del consenso sono perciò funzionali ripensamenti, correzioni di linea, ribellioni ai diktat dell’Europa, eresie e trasgressioni. Le prossime elezioni, se si conserva l’ambizione di vincerle, non si possono affrontare presentando il solito compitino.
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