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La farsa delle coalizioni

| 28 Giugno 2017 | POLITICA

L’analisi dei risultati elettorali, condita dalle solite recriminazioni nel campo dei perdenti, ha riacceso il dibattito sulle coalizioni, riproponendo uno scontro tra centrodestra e centrosinistra, che sembrava messo in ombra dall’irruzione sulla scena politica del convitato di pietra: il Movimento 5 Stelle.

È bastata una flessione dei grillini nei grandi comuni per ripiombare nelle vecchie e lise logiche del bipolarismo italiano, che è sempre vissuto di intrighi, pettegolezzi, manovre di assemblaggio tra diversi e pratiche di affondamento dei protagonisti, ma non ha offerto nulla di concreto e significativo ad un Paese che scivola sempre di più verso la disillusione, la frustrazione e l’assenteismo elettorale.

In Francia, Germania ed Inghilterra, che pure votano con sistemi elettorali completamente diversi fra loro, non si fanno coalizioni prima del voto, ma i singoli partiti propongono ai cittadini programmi chiari e identità definite. Si parla di grandi democrazie, che coltivano i valori di stabilità e governabilità, antepongono gli interessi nazionali alle beghe di palazzo ed ai pruriti dei singoli e si mantengono stabilmente ai vertici della comunità internazionale.

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A casa nostra, invece, il problema di fondo sembra essere quello della sopravvivenza di un ceto politico che vuole perpetuare ad ogni costo la sua permanenza nella stanza dei bottoni e subordina al raggiungimento di tale obiettivo ogni altro interesse. A questo servono, in buona sostanza, le due coalizioni, speculari per eterogeneità e rissosita’. Nel cdx sono divisi su tutto: euro, rapporto con l’Europa, legge elettorale, leadership. Nel csx, più o meno allargato, pulsano contrasti ideologici, rancori personali, incompatibilità caratteriali, antitetiche visioni del mondo.

Poi, tutti insieme, saltellano allegramente dal maggioritario al proporzionale, e viceversa, scambiandosi ruoli e posizioni, con una disinvoltura che lascia interdetti e sconcertati.
Tornare all’onesta dignità dei partiti, evitando di mettere a tavola rancidi minestroni, e mettere fine a questa farsa meschina delle coalizioni sarebbe il minimo sindacale.

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