Parliamoci chiaro fin da subito: l’osceno spettacolo cui assistiamo da settimane non è assolutamente all’altezza di portare il nome di Formula1.
Quella con cui ci troviamo a fare i conti è, con molta probabilità, la peggior direttiva tecnica della storia del Circus. Non lo dico io ma gli stessi piloti che ogni weekend di gara mettono a dura prova le loro capacità di guida confrontandosi con mezzi ben al di sotto dell’eccellenza tecnica che ha sempre contraddistinto la massima serie.
Basti considerare quanto avvenuto oggi a Oliver Bearman, pilota britannico in forze alla Haas, andato a muro con una spinta pari a 50g dopo aver perso il controllo della sua monoposto cercando il sorpasso su Franco Colapinto.
In merito a questo incidente si è espresso fra gli altri Carlos Sainz, spagnolo che corre con i colori della Williams, dichiarando:
“L’incidente a cui abbiamo assistito oggi era qualcosa di cui i piloti avevano avvertito la FIA e la FOM: era solo questione di tempo.
Immaginate se fosse successo a Jeddah o a Las Vegas, dove non ci sono vie di fuga. Spero che la F1 riconsideri la questione, perché queste regole presentano molte lacune.
Queste non sono manovre di sorpasso, queste sono autostrade dove premi il pulsante ‘boost’ e sorpassi. Spero che ci ripensino e che ascoltino i piloti”
Siamo quindi veramente sicuri che sia questa la strada da percorrere?
Sicuramente non la pensa così Max Verstappen, pluricampione olandese di RedBull, che ha iniziato a minacciare il ritiro dalle corse a fine stagione qualora non intervengano cambi significativi al regolamento.
Il fatto che qualcosa non funzioni risulta chiaro anche dalle sue dichiarazioni in merito al duello intercorso con Pierre Gasly (Alpine):
“Penso che io e Pierre fossimo alla pari: forse in termini di pura velocità eravamo un po’ più veloci, ma è facile dirlo ora. La verità è che era molto difficile sorpassare.
In altre parole, potevo anche sorpassare, ma poi sarei stato sorpassato subito dopo perché la mia batteria si stava scaricando. Ha fatto un ottimo lavoro, senza commettere errori.”
La questione della gestione della batteria, scusate la franchezza, andrebbe lasciata ad una serie di minore successo come la FormulaE.
La Formula1 non è posto per ritrovati che risulterebbero macchinosi perfino se introdotti nel gameplay di un videogioco di corse. Solo persone ben pagate o in assoluta malafede possono dichiarare che l’aumento dei sorpassi sia fonte di rinnovato entusiasmo per il campionato mentre i fan, fuori da queste dinamiche, si rendono perfettamente conto di quanto siano falsati da Overtake Mode e improvvisi cali di potenza.
Proprio in questo scenario assurdo troviamo un personaggio che, ormai da tempo, fa il bello e il cattivo tempo nel paddock: sto parlando di Toto Wolff, team principal di Mercedes.
Inutile ricordare la quantità sostanziosa di “innovazioni tecniche” al limite della legalità portate in pista dal team anglo-tedesco a guida austriaca: DAS e Dischi Forati ad esempio, ma quello che stiamo vedendo oggi è qualcosa che supera perfino le fantasie più assurde.
La nuova macchina delle Frecce Argento sarebbe infatti dotata di un motore di dubbia legalità (e questo già si sapeva dalla fine dello scorso anno) ma non solo: recentemente sono stati sorpresi a sfruttare un’ala anteriore ad apertura bifasica che avrebbe garantito loro un notevole vantaggio in termini di velocità.
Se aggiungiamo i rumor che vedrebbero anche il carburante sviluppato da Petronas posizionarsi in una zona quantomeno grigia del regolamento ne ricaviamo un quadro alquanto bizzarro.
Bizzarro visto il trattamento riservato dalla Federazione all’ormai celebre “Ala Macarena” di Ferrari che, a differenza della macchina di Russell e Antonelli, pare sarà sottoposta a pesanti controlli compreso il prelievo del dispositivo dalla fabbrica della Scuderia.
Bizzarro, anche e soprattutto, per le timide e tiepide reazioni dei competitor: nessuno che picchia i pugni sul tavolo, nessuno che impone alla federazione controlli severi, giusto una letterina con cui si dichiarano preoccupati e chiedono verifiche.
Questa morbidezza da parte degli altri team principal mi ha ricordato un episodio con protagonista proprio Toto Wolff. La mente non può non tornare al 2022, quando ad avere una macchina problematica era proprio Mercedes, con il suo team principal intento a richiedere a gran voce modifiche ad un regolamento che solo Mercedes non era stata in grado di sfruttare. Una voce si alzò cristallina in quell’incontro, incastonando quattro semplici parole nella storia del Circus:
“Change your fuckin car.”
Quella era la voce di Christian Horner, ai tempi team principal Red Bull e, siamo onesti, unico vero rivale che Toto Wolff abbia mai avuto. Nessuno oltre a lui ha mai avuto la forza e lo spessore per opporsi al capo di Mercedes e probabilmente è stato anche l’unico competitor che Toto abbia mai temuto.
Emblematico fu il caso mediatico scoppiato a fine 2023, quando a carico di Susie Wolff (F1 Academy) fu aperta un indagine per conflitto di interessi essendo accusata di aver fornito informazioni riservate al marito, team principal. Le accuse furono ritirate in circa 48h quando gli altri team principal si affrettarono a dissociarsi in una comunicazione congiunta. Tuttavia successivamente Toto dichiarò che l’unico a non aver firmato quella dichiarazione fu, guarda caso, Chris Horner.
Due mesi dopo quegli eventi Horner sarà accusato di molestie sessuali da una dipendente RedBull e, dopo una lunga diatriba legale, cacciato dal team e dal Circus.
Circus in cui avrebbe cercato, pare, di rientrare manifestando interesse per l’acquisto di alcune quote di Aston Martin al fine di assumerne il ruolo di Team Principal.
Non appena l’indiscrezione si è diffusa indovinate un po’ chi ha manifestato un improvviso interesse per quelle quote? Esatto, proprio Toto Wolff, intenzionato a tenere Horner il più possibile lontano da quella Formula1 che, ormai, lo vede come unico uomo forte in grado di indicare la direzione più opportuna.
Che, casualmente, è anche quella che porta i suoi piloti a vincere.