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Conte-Draghi: il nodo sugli investimenti militari

Il governo intende rispettare l'aumento delle spese militari al 2% del Pil.
| 30 Marzo 2022 | POLITICA

Il governo intende rispettare e ribadire con decisione gli impegni Nato sull’aumento delle spese militari al 2% del Pil. Questo è quanto avrebbe detto il premier Mario Draghi nel corso dell’incontro con Giuseppe Conte. “Non possono essere messi in discussione gli impegni assunti, in un momento così delicato alle porte dell’Europa. Se ciò avvenisse verrebbe meno il patto che tiene in piedi la maggioranza”, è il commento che filtra da Palazzo Chigi.

E, a quanto si apprende, il premier si sarebbe poi recato al Quirinale per aggiornare il capo dello Stato proprio sulla vicenda degli investimenti militari. Il governo in commissione Esteri al Senato ha accolto l’ordine del giorno di Fratelli d’Italia che lo impegna a raggiungere la soglia del 2% sulle spese militari, senza richiesta di voto.

Ma sul tema è braccio di ferro tra Conte e Draghi. Il leader del M5S dopo l’incontro con il premier, a Palazzo Chigi, ha risposto a chi gli domandava se nel Def verrà inserito l’aumento delle spese militari: “Ragionevolmente non ci sarà scritto qualcosa del genere, ma questo non toglie che è una prospettiva che dobbiamo affrontare. Il problema può essere procrastinato ma dobbiamo affrontarlo dal punto di vista politico”.

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Intanto il segretario del Pd Enrico Letta segue con preoccupazione questi momenti. Così fonti del Nazareno rispondono, interpellate, alla domanda su cosa pensi il leader dem dello scontro tra il premier Draghi e il leader M5S Conte.

TAG: Giuseppe Conte, Governo Draghi, M5S, Pil
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