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Omicidio Luca Sacchi: la Procura di Roma ha sollecitato quattro condanne

Ergastolo per Valerio Del Grosso, 30 anni per Paolo Pirino e per Marcello De Propris
| 12 Febbraio 2022 | CRONACA

La Procura di Roma, nell’ambito del processo per l’omicidio di Luca Sacchi avvenuto nell’ottobre del 2019 nella Capitale, ha chiesto una condanna all’ergastolo per Valerio Del Grosso, autore materiale del delitto, e 30 anni per Paolo Pirino e per Marcello De Propris, che consegnò l’arma usata per sparare.

Il pm ha sollecitato inoltre una condanna a 4 anni e mezzo per Anastasiya Kylemnyk, ex fidanzata del giovane, accusata del tentativo di acquisto di droga “circa 15 chilogrammi di hashish”. Chiesta inoltre l’assoluzione per il padre di De Propris, Armando, accusato della detenzione della pistola. Il personal trainer romano venne ucciso con un colpo alla testa in strada la sera del 23 ottobre del 2019.

“Questa è stata una storia paradossale in cui la vittima – ha detto il pm Giulia Guccione nel corso di una requisitoria durata oltre otto ore – è stata fatta passare per l’accusato”. L’omicidio di Sacchi si è infatti consumato nell’ambito di una trattativa intercorsa tra Luca Princi, amico di Sacchi e condannato in abbreviato a 4 anni e 4 mesi per violazione della legge sulla droga, e un gruppo di pusher del quartiere San Basilio.

Princi avrebbe infatti messo nello zainetto che quella notte Anastasiya aveva con sé i 70 mila euro necessari all’acquisto di droga. Il denaro e la sostanza stupefacente non sono mai stati trovati. Anche per questo il pm oggi ha affermato di non sapere perché Sacchi è stato ucciso. “Il motivo a me ad oggi sfugge. Lo zaino era nelle mani di Pirino. Il grilletto è stato premuto da Valerio Del Grosso con gratuita violenza…non c’era motivo. Il proiettile ha trapassato la testa di Luca e non gli ha lasciato scampo”.

Parlando di Princi e Anastasiya, quest’ultima compare anche come parte lesa nel processo, il pm ha affermato che i due hanno tenuto “un comportamento ostativo all’accertamento della verità dei fatti” e in particolare la giovane “ha mentito e cambiato versione più volte” ma “per fortuna i depistaggi non hanno colto nel segno e oggi si è potuto chiarire il contesto in cui è maturato l’omicidio”.

Secondo il pm i soldi mai trovati “li ha presi Princi, portandoli a casa propria dopo il delitto”. Per la Procura dopo il primo incontro tra i pusher e gli “acquirenti”, la ragazza “andò a svuotare lo zaino nella sua auto e quando ci fu il tentativo di rapina era vuoto. Poi Princi si fece dare le chiavi della vettura e li mise al sicuro a casa”.

Il delitto si consuma in una manciata di secondi, non più di 30. Pirino colpisce con una mazza da baseball la giovane e Sacchi interviene a difesa della fidanzata. Dall’auto scende Del Grosso che impugnando la pistola fa fuoco in direzione del personal trainer uccidendolo sul colpo.

La dinamica del delitto è stata ricostruita in aula oggi dal pm nel corso della requisitoria: il padre di Sacchi, Alfonso, non ha retto l’emozione ed è uscito dall’aula visibilmente commosso. Con lui anche la moglie e il fratello di Luca hanno deciso di uscire e non ascoltare l’intero racconto di quella drammatica serata.

TAG: Luca Sacchi, omicidio, roma
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