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Si ritorna a scuola ma Zaia spera in un ripensamento sulla riapertura

| 10 Gennaio 2022 | POLITICA

Regioni in ordine sparso sulla riapertura delle scuole. Si torna sui banchi ma resta lo spettro della Dad. “C’è sicuramente la possibilità che oggi manchi del personale. Noi abbiamo dato 400 milioni per rinnovare e potenziare il personale proprio per l’emergenza legata al Covid. Si tratta di 35 mila docenti e di altrettanto personale tecnico in più. Ricordo che anche in passato dopo il Natale si sono registrate molte malattie ma questa situazione si affronta insieme e con la volontà di tutto”. Lo ha detto il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi.

Il governatore ligure di centrodestra Giovanni Toti si schiera per la riapertura. “In un Paese che è tutto aperto tenere chiuse le scuole non solo è un brutto segnale ma è poco utile. Un bambino non va a scuola mentre mamma e papà vanno in ufficio ma quello stesso bambino può andare in palestra, a giocare a calcetto e a mangiare la pizza con i suoi amici? E’ surreale”. Lo ha detto il governatore ligure e assessore regionale alla sanità Giovanni Toti. “Io avrei fatto regole più semplici: se stai male stai a casa finché hai la febbre poi aspetti due giorni per precauzione e poi torni in classe – ha concluso -. E il tuo compagno di banco se sta bene continua andare a scuola”.

Si schiera invece per il rinvio il governatore della Calabria Roberto Occhiuto.  “In Calabria stiamo vaccinando nelle scuole. Siamo la prima regione in Italia per incremento delle vaccinazioni rispetto ai target del generale Figliuolo grazie al senso di responsabilità delle famiglie e dei ragazzi. Forse sarebbe stato opportuno differire di 15 giorni la riapertura delle scuole. Non è stato così, ma non è tempo di polemiche”. Lo ha detto Occhiuto, presidente della Regione Calabria.

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Il presidente del Veneto Luca Zaia non cerca lo scontro con il governo, ma spera in un ripensamento sulla riapertura delle scuole. “Se le condizioni per aprire rimangono queste – dichiara -, senza ipocrisia: non siamo in grado di reggere”. Il governatore è per posticipare il rientro in aula, altrimenti “il risultato sarà che da lunedì avremo un sacco di classi in Dad, orari ridotti, ci trascineremo per una settimana e poi probabilmente si dovrà intervenire”. “Un rinvio di 15 giorni – prosegue Zaia – non vuol dire perdere il campionato”.

La gestione degli studenti positivi a scuola ricadrà su un sistema sanitario “già fortemente stressato”, in quadro di “carenza atavica di personale sanitario in ogni settore, che è la conseguenza di scelte compiute in altri tempi”. Lo rileva il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli in un post su facebook dedicato alla ripartenza dopo le festività di fine anno. “Le Regioni avevano chiesto al Governo centrale di posticipare la ripresa della scuola dopo le festività perché le normative attuali impediscono espressamente, sia in zona gialla che in zona arancione, di prendere provvedimenti rispetto alla Dad” spiega Acquaroli, sottolineando che il rinvio era stato chiesto da “tanti”.

Ma “l’epilogo della vicenda è sotto gli occhi di tutti. Lo stesso Governo centrale ha ritenuto non prorogabile il rientro in classe per tutti e anche le conseguenze, in caso di studenti positivi, dovranno essere gestite da un sistema già fortemente stressato” rimarca, ricordando la “carenza atavica di personale sanitario”, frutto di “scelte compiute in altri tempi”.

“E’ importante il ritorno a scuola che è un luogo sicuro con mascherine e distanziamento. Le lezioni in presenza sono importanti anche da un punto di vista di equità sociale: ci sono realtà sul territorio, come alcune aree del sud, in cui c’è ancora poca possibilità di accedere al wifi”. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza Covid, Francesco Figliuolo.

TAG: dad, governo, Luca Zaia, Regioni, scuole
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