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M5S a un bivio, Conte: “Non farò il leader dimezzato”

In giornata si attende la replica di Grillo
| 29 Giugno 2021 | POLITICA

Nel M5S crescono le tensioni interne dopo il discorso di ieri di Giuseppe Conte. Una dura replica alle parole di Beppe Grillo ai parlamentari, in cui l’ex premier è uscito allo scoperto, dettando le sue condizioni per iniziare un percorso. Ora il co-fondatore dei Cinque Stelle è a un bivio: replicare a Conte decretando la definitiva scissione del M5S o cedere per permettere alla sua creatura di risalire la china con il volto dell’avvocato del Popolo. In ogni caso, spiegano diverse fonti pentastellate, gli strascichi resteranno. Grillo sarebbe irritato e avrebbe confidato a chi ha parlato con lui che “Conte ha esagerato”.

Dopo la fine della conferenza stampa dell’ex premier, nell’entourage di Grillo circola la voce che il Garante risponderà. Quel “prendere o lasciare” messo sul tavolo da Conte sul nuovo Statuto da lui stesso forgiato, a Grillo non è piaciuto. L’ex premier ha spiegato, di fatto, che è stato Grillo a chiamarlo per “salvare” un M5S “dilaniato”, ha rassicurato l’ex comico sul ruolo del Garante e solo su quello.

Ha precisato che lo scudo legale, punto piuttosto “caro” a Grillo, non ci sarà. Ha fatto appello alla comunità del Movimento, quasi dividendola dalle volontà del co-fondatore. E quando Conte ha invitato Grillo a scegliere tra l’essere un “padre generoso” o un “padre padrone” le sue parole sono arrivate come un ultimatum. È a quel punto che sono entrati in campo due mediatori: Luigi Di Maio e Roberto Fico. Entrambi sono intervenuti in serata, per diffondere ottimismo. Il ministro degli Esteri invita tutti a remare nella stessa direzione.

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Tra i big sono loro, innanzitutto, a volere che nel Movimento coesistano Grillo e Conte. Mentre tra i gruppi ormai, regna il disorientamento. I “contiani”, in numero folto soprattutto a Palazzo Madama, non disdegnerebbero certo di andare con Conte in un partito ex novo. “E chissà che senza Grillo non avremmo anche più voti…”, spiega una fonte che ha dimestichezza con l’ex premier. Ma lo strappo genererebbe un’automatica scissione.

Di fronte a tutto questo Grillo sceglie, per ora, di non rispondere. Una sua replica, si apprende in da fonti di primo piano del M5S, arriverà solo oggi. È possibile, a questo punto, che l’ex comico ammorbidirà le sue parole in una sorta di remake di quanto avvenne nel dicembre 2016: sulla scia del caso Marra, Grillo era pronto a sfiduciare Virginia Raggi. Decise di non intervenire subito e, dopo alcune ore, partorì un post che andava nella direzione opposta.

Non è da escludere totalmente che lo Statuto subisca delle modifiche, che passerebbero comunque sottotraccia anche perché chi ha visto lo Statuto, finora, si conta sulle dita di una mano. Spetterà a Grillo, nelle prossime ore, dare il là alla votazione dello Statuto stesso – con uno scontato plebiscito per l’ex premier – o impedire che gli iscritti si esprimano. In quest’ultimo caso si tornerebbe al direttorio votato in febbraio su Rousseau. L’alleanza Pd-M5S potrebbe implodere in poche settimane e potrebbe essere sostituita da un sodalizio tra i Dem e una – al momento solo ipotetica – lista Conte.

TAG: Beppe Grillo, Giuseppe Conte, M5S
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