Venezia in ginocchio. Gravi danni a San Marco, la Fenice annulla i concerti

Conte: 'Mose pronto verosimilmente nella primavera '21'

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Venezia l’ha scampata per un soffio. Ma l’acqua alta peggiore degli ultimi 50 anni ha spinto la città sull’orlo del baratro. La Serenissima, risvegliatasi dopo la notte del metro e 87 di marea, è apparsa una città allo stremo, ferita. Ma non morta. Gondole e barche scaraventate sulle rive, giganteschi vaporetti accartocciati sui masegni agli Schiavoni come giocattoli (sono cinque i mezzi pubblici affondati o danneggiati). Scoppia l’ennesima polemica per il Mose costato miliardi e mai realizzato.

I danni, da stimare con certezza, sono nell’ordine delle centinaia di milioni di euro, ha anticipato il sindaco Luigi Brugnaro, che ha passato la notte a far sopralluoghi in ogni dove, ed ha chiesto la dichiarazione di stato di emergenza. In città, nel pomeriggio, è arrivato anche il premier Giuseppe Conte – “è una situazione drammatica, c’è una comunità che soffre”, ha detto.

L’acqua alta è comunque in rallentamento. Dopo una serie di misure record nelle ultime 24 ore – con il picco ieri di 187 centimetri sul medio mare – in serata la massima fatica a raggiungere quota 80 cm, sotto la quale neppure Piazza San Marco viene allagata. Il vento di scirocco è scemato, la pressione atmosferica è in aumento, e questo gioca contro le maree eccezionali. Stasera erano risuonate ancora le sirene d’allerta, per una previsione di 125 cm, alle 23.35; poi la stima è stata via via rivista al ribasso dal Centro maree. Da oltre un’ora il livello sta oscillando tra 76 e 77 centimetri sul medio mare.

“Non siamo in grado di quantificare i danni. Un Consiglio dei ministri tecnico, molto limitato, che sicuramente prenderà in carico la richiesta di stato di emergenza del presidente Zaia. Allo stato non ci sono ragioni per negare lo stato di emergenza e stanziare i primi fondi”, ha detto il premier al termine della riunione tecnica post-acqua alta a Venezia.

Per il Mose siamo nella dirittura finale, siamo al 92-93% dell’opera e guardando all’interesse pubblico non c’è che da prendere una direzione nel completamento di questo percorso”. “Riuniremo il comitatone, non dobbiamo prendere in giro i cittadini dicendo che completeremo il Mose l’anno prossimo. Il Mose sarà verosimilmente completato nella primavera del 2021”, ha aggiunto poi dopo un sopralluogo tra l’altro a Palazzo Ducale. “Il governo è presente, siamo qui per dare il segno di una fattiva partecipazione del governo. Venezia è un patrimonio dell’Italia e dell’umanità che ha bisogno di risolvere una serie di problemi storici che si trascinano”, ha affermato Conte.

Il capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha telefonato al sindaco Brugnaro per informarsi delle condizioni della città.

Il ministro degli esteri e leader M5S, Luigi Di Maio, ha annunciato una moratoria per famiglie e imprese.

Il ministro della cultura Dario Franceschini “ha attivato sin dalle prime ore di allerta a Venezia l’unità di crisi per la verifica e la messa in sicurezza del patrimonio culturale”. Il Governatore Luca Zaia: “Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi“.

Il sindaco di Venezia Brugnaro

“Chiesto lo stato di crisi. Servono risorse importanti. Necessario finire il Mose, l’acqua non si ferma con le mani o con i discorsi”. “Le stime dei danni sono molto ingenti. Parliamo di centinaia di milioni di euro. Qui non si tratta di quantificare i danni soltanto, ma del futuro stesso della città. Perchè lo spopolamento di Venezia nasce anche da questo”. Così il sindaco Luigi Brugnaro, nella conferenza stampa per fare il punto della situazione dopo la grande acqua alta di ieri. “Se un giovane vede che stiamo dando della soluzioni pensa di a vivere in centro storico – ha aggiunto – altrimenti pensa solo ad andar via, perchè non si riesce più a vivere in questo modo”.

“Siamo stati a un soffio dall’Apocalisse, a un pelo dal disastro”, ha detto all’ANSA il procuratore della Basilica di San Marco, Pierpaolo Campostrini. “L’acqua è entrata nella basilica, ha allagato il pavimento e rompendo le finestre è entrata nella cripta, allagandola. La cosa è pericolosa perché l’acqua avrebbe potuto dare problemi statici alle colonne, che reggono la basilica”.

Impossibile al momento quantificare i danni al patrimonio artistico e in particolare a San Marco, ma la situazione è estremamente complessa e preoccupante”, conferma il segretario generale Mibact Salvo Nastasi che ricorda di aver attivato l’unità di crisi. “Il Ministro Franceschini segue la situazione passo passo, i soprintendenti sono al lavoro e hanno messo a disposizione tutti i loro restauratori. In attesa delle valutazione stiamo verificando tutti i capitoli di spesa del Mibact per fare il punto sui fondi da destinare al patrimonio artistico veneziano”.

L’acqua alta non ha risparmiato il Teatro La Fenice: non ha intaccato la struttura ma ha invaso le aree di servizio rendendo inutilizzabile (è stato disattivato) il sistema elettrico e quello antincendio.
I concerti di stasera e di domani 14 novembre sono stati annullati. Lo annuncia il teatro veneziano su Twitter. “Registriamo inoltre un guasto ai servizi di biglietteria (anche on-line). Vi teniamo aggiornati”, prosegue la Fenice, che in precedenza, in un primo tweet, aveva scritto: “Vi daremo presto notizie sulle nostre attività per ora sospese”.

Numerosissimi i danni nel centro storico della città di Venezia, una sessantina le imbarcazioni danneggiate molto pesantemente, tra le quali alcuni vaporetti. Lo stesso Centro Maree è stato vittima della mareggiata, che ha danneggiato le linee telefoniche, e per questo non è contattabile, se non con i canali Telegram Centro Maree Informa, Centro Maree avvisa, e il sito internet.

“Abbiamo davanti una devastazione apocalittica e totale, ma non esagero con le parole, l’80% delle città è sott’acqua, danni inimmaginabili, paurosi”, dice il Presidente del Veneto della Lega, Luca Zaia.

Tutte le scuole in città restano chiuse. Sono però regolarmente in funzione i vaporetti dell’Actv, che possono essere fermati per motivi di sicurezza solo quando la marea supera il metro e 50. Anche la sede municipale di Ca’ Farsetti, affacciata sul Canal Grande, è rimasto isolato a causa della dalla marea. I vigili del fuoco hanno lavorato tutta la notte per spegnere l’incendio all’interno del Museo di Ca’ Pesaro, provocato dal malfunzionamento della cabina elettrica e nella notte i pompieri hanno già effettuato un centinaio di interventi e altre 120 richieste verranno evase durante la mattinata.