Liberalizzazione delle armi in Italia? Per legittima difesa la Lega è contro al M5S

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Il tema della legittima difesa, che ha fatto molto discutere in questi anni, è oggetto assai spinoso e delicato. Si è quindi palesato, in questi giorni, alla luce della volontà di una modifica sostanziale alla legge sulla legittima difesa, un acceso dibattito tra esponenti politici e partiti politici maggiori, come la Lega ed il Movimento 5 Stelle.

Partiti politici che, si ricordi, possiedono una discreta maggioranza nel Parlamento e che, a seguito delle elezioni politiche, sono diventati i veri leader della Repubblica d’Italia.

Ma per essere leggermente più chiari riguardo al concetto di “legittima difesa”, si può correttamente affermare che questo esplichi ed affermi i suoi diritti/doveri nel famoso articolo 52 del codice penale italiano, che recita: “Non è punibile chi ha commesso il fatto per esservi stato costretto dalla necessità di difendere un diritto proprio o altrui contro il pericolo attuale di un’offesa ingiusta, sempre che la difesa sia proporzionata all’offesa”.

Ora, il nodo principale di questa formulazione legislativa che vorrebbe essere modificata (e anche quello che ha sollevato più polvere) è proprio quello sulla proporzionalità; infatti, affinchè un privato cittadino possa difendersi legittimamente con un’arma è necessario che colui che viola il “privato domicilio” rappresenti un effettivo pericolo per l’incolumità del soggetto ma, soprattutto, che la reazione del soggetto offeso sia – nella potenza o nell’efficacia – proporzionale all’offesa ricevuta.

Per capire meglio l’articolo 52 del codice penale, integrato successivamente dalla legge 13 febbraio 2006 n° 59, possiamo fare un esempio; il classico esempio di applicazione dell’omonima legge.

Nel caso in cui un estraneo, armato di coltello o pistola, entri in casa vostra di notte per derubare voi, la vostra casa e la vostra famiglia, è assolutamente e perentoriamente proibito ferirlo od ucciderlo con un’arma da taglio, da fuoco e così via. Questo perché la legittima difesa è consentita esclusivamente in modo proporzionale all’offesa che abbiamo ricevuto.

E questo è solo uno degli aspetti più controversi e dibattuti della legge. Ne sussistono molti altri; in questi giorni di acceso dibattito tra l’ala estrema della compagine governativa – la Lega – e la parte più cauta degli odierni ministeri – Movimento 5 Stelle – in merito al desiderio di liberalizzazione delle armi, il ministro della Giustizia Bonafede (M5S) ha raffreddato gli animi leghisti, affermando un secco “no alla liberalizzazione delle armi“.

Mentre la Lega ritorna su posizioni più pacifiche, con l’affermazione: “Noi non vogliamo il Far West“, ci sarà molto da discutere riguardo alla liberalizzazione delle armi ed alla questione della legittima difesa.

Tuttavia, una cosa è certa: l’incendio è divampato ed il fuoco ci ha raggiunto. Cosa fare adesso?