Cronache di sangue ed orrore giungono dal piccolo e povero Yemen, il paese situato all’estremità sud-occidentale della penisola arabica dilaniato da tre anni da una guerra civile che ha sta causando la più grave crisi umanitaria del mondo, ma di cui i media parlano molto poco.

Per l’ennesima volta la coalizione a guida saudita, che è politicamente supportata dai paesi occidentali e a cui partecipano pure Francia e Stati Uniti, si è resa protagonista di un’indicibile massacro che ha fatto registrare decine di morti tra i civili, tra cui molti bambini.

Un bombardamento aereo condotto dall’aviazione militare saudita ha colpito un mercato nella città di Dahyan, nel governatorato di Sa’ada, nel nord del paese, zona occupata dalle milizie sciite Huthi che sono gli avversari della coalizione a guida saudita nella guerra civile. Al momento del bombardamento, uno scuolabus carico di bambini si trovava nel mercato per una sosta. Il bilancio delle vittime è raccapricciante. Il Comitato Internazionale della Croce Rossa, citato dalle agenzie di stampa e dai media internazionali, ha registrato la morte di 29 bambini tutti sotto i 15 anni e il ferimento di altre 48 persone, tra cui 30 bambini. Secondo il dipartimento della salute del governatorato di Sa’ada i morti sarebbero in tutto 43 mentre i feriti 61.

Secondo quanto riportato da Save the Children, i bambini stavano ritornando a scuola dopo la pausa pranzo. L’autista si sarebbe fermato nel mercato per prendere qualcosa da bere. Al momento però non è possibile stabilire la veridicità di questi dettagli. Ciò che è certo è che uno scuolabus pieno di bambini si trovava nel mercato proprio quando le bombe hanno cominciato a cadere uccidendo i passeggeri e i civili presenti nelle vicinanze.

Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha ribadito la necessità di salvaguardare l’incolumità dei civili nelle zone di guerra e ha annunciato l’istituzione di una commissione d’inchiesta “immediata ed indipendente” per far luce su questo terribile avvenimento. Un coro di sdegno e rabbia si è levato dalle organizzazioni umanitarie che da tre anni operano nello Yemen e che da molto tempo denunciano le atrocità commesse nei confronti dei civili da parte della coalizione a guida saudita. “Questa è un’altra palese evidenza delle violazioni della legge internazionale sui diritti umani a cui assistiamo in Yemen ormai da tre anni, dagli attacchi sproporzionati e indiscriminati sui civili al rifiuto dell’accesso per gli aiuti umanitari e all’utilizzo della fame come arma di ricatto, e sono le persone, non i combattenti, a pagare il prezzo più alto,” afferma Sylvia Ghaly, direttrice di Advocacy in Yemen di Save The Children. Ricordiamo che il blocco aeronavale dello Yemen imposto dalla coalizione a guida saudita sta causando la più grave crisi umanitaria del mondo, in quanto a causa del blocco delle importazioni nel paese mancano tutti i beni di primissima necessità fondamentali per l’assistenza umanitaria, cibo e medicinali in primis.

“Secondo le leggi umanitarie internazionali, i civili devono essere protetti durante le guerre” ha commentato il Comitato Internazionale della Croce Rossa.

I sauditi dal canto loro hanno dichiarato che il bombardamento era “un’azione militare legittima” finalizzata a colpire i bersagli Huthi che mercoledì avevano lanciato un missile nel sud dell’Arabia Saudita, il quale ha causato un morto e 11 feriti tra i civili. Per giunta, secondo i sauditi, il bombardamento sarebbe conforme alle leggi umanitarie internazionali mentre gli Huthi vengono accusati di usare i bambini come scudi umani.

Il bombardamento che ha colpito il mercato di Dahyan non è un caso isolato. La coalizione a guida saudita ha fatto del bombardamento di aree densamente popolate dai civili il suo macabro e disumano marchio di fabbrica. La maggior parte dei morti causati dalla guerra civile yemenita sono proprio civili vittime dei bombardamenti indiscriminati condotti dalla coalizione. Gli attacchi aerei hanno inoltre distrutto scuole, ospedali e infrastrutture, tra cui la rete fognaria di numerose città. Ciò ha causato un repentino peggioramento delle condizioni igieniche in numerosi centri abitati del paese, che, insieme alla scarsità sempre maggiore di acqua potabile, ha causato un’epidemia di colera che ha fatto registrare milioni di casi e migliaia di morti.

Per quanto ancora la comunità internazionale rimarrà impotente di fronte alle atrocità commesse dall’Arabia Saudita? Per quanto ancora i media continueranno a tenere questo terribile conflitto nella semi-oscurità? Per quanto ancora gli Stati Uniti, alleati storici dell’Arabia Saudita, permetteranno ai loro amici mediorientali di massacrare senza ritegno migliaia di civili? Mentre queste domande attendono una risposta, la popolazione yemenita continuerà il suo infernale calvario fatto di bombardamenti indiscriminati, malattie e fame.