La storia rispecchia ognuno di noi nella giungla della vita. In un mare di incertezze, di paure, delusioni che s’intrecciano nel transitorio percorso della vita che attraversa l’adolescenza fino l’età adulta.

Lo scopo è quello di mettere a nudo la realtà di quanto siamo importanti per noi stessi e di quanto ci amiamo. Specialmente quando gli altri cercheranno di sopraffarci, di costringerci, in quel preciso momento bisogna tirare fuori il coraggio di volersi bene, quel bene che molte volte non riconosciamo a noi stessi.

Attraverso il romanzo ‘Voglio vivere spettinata‘, l’anonima autrice rappresenta Elena una diciottenne, bella tanto quanto enigmatica, che si ritrova a combattere con la solitudine affettiva genitoriale e l’angosciante tirannia del bullismo i quali segneranno la sua adolescenza. L’autrice, la quale ha volutamente restare anonima, ha spiegato la scelta dell’anonimato in quanto, leggendo il romanzo, ognuno di noi si può rispecchiare nelle vicende di Elena:

“La scelta di restare nell’anonimato è dettata dal romanzo stesso. Ognuno di noi si può identificare in Elena una ragazza che durante una vacanza al mare, la vita spettina, il rigore famigliare in cui vive: conosce Matteo e una passione che scardina le regole. La loro storia viene bruscamente interrotta. Diventata una donna adulta, brava moglie, figlia, brava nuora. Ma la sua tranquilla routine viene travolta dalla vita che la spettina nuovamente: arriva l’imprevisto, quello che non deve accadere. In un’altalena di passione e rigore, di dubbi e felicità.”

L’anonima autrice de “Voglio vivere spettinata” sprona ognuno di noi ad aprire una riflessione sulla nostra esistenza: “Molte volte ci troviamo davanti a un bivio, è proprio in questa situazione che dobbiamo trovare la forza e il coraggio di affrontare le avversità e dare una svolta alla nostra vita.”