Vladimir Luxuria è intervenuta ai microfoni di Rai Radio 2 per difendersi dalle accuse, mosse della Lega, in merito alle polemiche sulla messa in onda su Rai 3 della puntata ‘Alla Lavagna’: “Su questa storia ho letto dei titoli incredibili. Magari la gente legge il titolo e crede a certe assurdità, a certe fake news, a certe stronzate. Qualcuno davvero può pensare che io vada dentro a un’aula ad insegnare alle bambine e ai bambini a diventare trans? Ma come si può pensare una cosa del genere? Io so bene che etero, gay e trans si nasce, non si diventa. Come posso pensare io di indottrinare qualcuno? Siamo ai limiti dell’idiozia e qualcuno abbocca anche. Chiariamo che io sono stata invitata a confrontarmi con questa classe elementare di bambini e mi sono sottoposta alle loro domande e alle loro curiosità. Alle loro domande ho risposto usando un linguaggio garbato, comprensibile, delicato. Io ho sempre rispettato i bambini, c’è stato il consenso dei genitori dei bimbi che hanno seguito la puntata dalla regia, nessuno è uscito fuori turbato, anzi. Il tema del bullismo è molto importante e sentito”. In fondo, continua Luxuria, “quelli che mi hanno dato contro pensano che se un gay viene sfottuto, discriminato e messo da parte, il messaggio che passa è che i gay si dovrebbero nascondere. Ma oggi nessuno più si deve vergognare della propria identità sessuale. Si devono vergognare certi sepolcri imbiancati che vorrebbero farci tornare nel medioevo”.

La sensibilità di Vladimir Luxuria è nota e mai avrebbe potuto destabilizzare il pensiero dei piccoli anzi. forse qualcuno ha tentato di offendere l’intelligenza dell’ex parlamentare e di tutti quelli che hanno una mente libera. “Ringrazio tantissimo il sottosegretario Spadafora e altri esponenti della vigilanza Rai del M5S che hanno rimarcato la loro differenza dagli alleati di Governo. Voglio rimarcare una cosa sulla favola dell’uccello. Questa veramente mi fa imbestialire. A un certo punto i bambini mi hanno chiesto di raccontare una favola in due minuti. Io ho raccontato la favola di un uccello che stava in gabbia liberato da una bambina che lo vedeva soffrire. Io non ho mai pensato che l’uccello in gabbia avesse qualche doppio senso sessuale. Chi pensa che io raccontando la favola dell’uccello faccia riferimento a un membro maschile, deve mettere le tende dallo psichiatra. Questi sono ossessionati dal sesso, sono malati, pensano solo a quello. Sapesse quanti eterosessuali sono venuti a farsi rincuorare da me perché stavano male… Andiamo oltre alla sessualità, andiamo oltre quest’ossessione, cerchiamo di vedere quello che ci unisce, non quello che ci divide”.